Medici e dirigenti contro il decreto Brunetta: è una punizione

Sindacato | Redazione DottNet | 10/10/2009 16:01

I medici ed i dirigenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn) si schierano contro la riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione, approvata dal Consiglio dei ministri.

 La riforma Brunetta è ''l'ennesima punizione per i medici e i dirigenti del Servizio sanitario nazionale Ssn: una legge centralista, che limita gli spazi professionali sindacali dei medici; una legge discriminatoria del servizio pubblico che riduce le prerogative sindacali ad esclusivo vantaggio della discrezionalità politica'', ha affermato Carlo Lusenti, coordinatore della Cosmed (la Confederazione che rappresenta i medici e i dirigenti del Ssn). ''E' un decreto - denuncia Lusenti in una nota - che va a regolamentare per legge materie finora di natura pattizia ed a limitare le autonomie del Ssn. Uno schema burocratico che non tiene conto delle specificità del Ssn, irregimentato, alla faccia del federalismo, in una gabbia normativa come tutto il pubblico impiego''. Secondo il leader sindacale, ''senza concertazione con le organizzazioni sindacali e senza tener contro delle sue specificità, l'area medica viene diluita ed omologata in una non ancor meglio precisata area di dirigenza delle Regioni''. Insomma, prosegue, ''un pubblico impiego sempre più sotto tiro della discrezionalità politica: l'autonomia e l'indipendenza della pubblica amministrazione viene posta sempre più sotto il controllo politico, vero motore di meccanismi di punizione e di promozione economica del personale''. Un disegno, conclude Lusenti, ''per scaricare sui dipendenti le disfunzioni'' e per ''giustificare lo smantellamento del servizio pubblico e dei diritti fondamentali dei cittadini''.

 

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