Da Repubblica: manca il medico sigilli alla farmacia

Redazione DottNet | 10/10/2009 16:36

ssn

SONO stati sorpresi in flagrante mentre dispensavano farmaci senza avere alcuna licenza. Con l' accusa di esercizio abusivo di professione medica, sono stati denunciati due commessi della farmacia De Pinto nel pieno centro di Modugno: sono la quarantacinquenne Maria Rosaria De Pinto, sorella del titolare della farmacia e il 55enne Nicola Prudente, originario di Trani.

A scoprire il tentativo di truffa, sono stati alcuni carabinieri dei Nas, guidati dall' ufficiale Antonio Citarella, che stanno effettuando in questi giorni dei controlli sulla dispensazione degli antivirali nella zona tra Foggia e Bari. Durante il blitz non era presente il titolare della farmacia, che si è invece palesato solo dopo molto tempo, a dimostrazione che probabilmente era un' abitudine la sua quella di affidare la gestione della struttura ai suoi commessi. All' intera farmacia, attualmente sotto sequestro penale preventivo in attesa della convalida del gip, è stato dato un valore di 3 milioni di euro, tra attrezzature, studio e farmaci. Quella di Modugno, non è stata l' unica truffa scoperta nelle ultime ore. A Casamassima, infatti, durante lo stesso tipo di controlli, sono stati rintracciati dai militari del Nas numerosi farmaci stupefacenti la cui validità era scaduta, ma pronti per essere venduti. E' stato immediatamente denunciato il titolare della farmaciae inoltre sono state rinvenute almeno quaranta confezioni di farmaci defustellati. Proprio a Casamassima, qualche giorno fa, i carabinieri del Nas avevano scoperto anche un falso odontoiatra nell' ambito di un intervento finalizzato al controllo delle attività mediche. Nel corso della verifica - è stato denunciato un odontotecnico che esercitava la professione odontoiatrica senza essere in possesso di laurea ed iscrizione all' albo - i militari hanno trovato nel gabinetto dentistico farmaci anestetici scaduti di validità.I carabinieri hanno così sequestrato la struttura nonché i farmaci e le attrezzature, per un valore complessivo di circa 400mila euro. Sono in corso ulteriori accertamenti in tutta la provincia anche perché ci sono state numerose segnalazioni su attività professionali non esercitate nel rispetto della legge.