Tempistica per l’evasione delle domande di pensione a superstiti dell’Enpam

Previdenza | Giovanni Vezza | 13/10/2009 16:05

Nonostante la ristrutturazione che l’ufficio preposto ha dovuto subire a seguito dell’intervenuto pensionamento di un capo ufficio, con l’unificazione dei preesistenti uffici di pensione indiretta e di reversibilità, la tempistica per l’evasione delle domande di pensione a superstiti, purchè complete della necessaria documentazione (coordinate bancarie, esatta composizione del nucleo familiare, modulo per le detrazioni d’imposta, assenza di morosità, ecc.), è rimasta sostanzialmente invariata e pari a circa due mesi.

A titolo esemplificativo, le domande pervenute entro il mese di febbraio 2009, se complete, sono state tutte liquidate entro la mensilità di maggio 2009 (com’è noto, la valuta è attribuita dal 1° giorno lavorativo del mese, esclusi sabati, domeniche e festivi e con il primo pagamento vengono comunque corrisposti gli arretrati calcolati dalla data di decorrenza del trattamento).

La sensazione che negli ultimi periodi ci sia stato un allungamento dei tempi di evasione (assolutamente infondata) può essere ricondotta a due particolari motivazioni:

• Innanzitutto, il progressivo aumento delle situazioni patologiche (in primis, morosità contributive e presenza di riscatti non ancora completi), che costringono in un sempre maggior numero di casi ad un carteggio fra Enpam e beneficiari, con intuibili ritardi nella liquidazione;

• Nel periodo estivo, la contrazione dei periodi utili per l’inserimento delle nuove posizioni. Per fare un esempio, le nuove pensioni pagate nel mese di settembre sono state inserite soltanto fra il 27 ed il 30 luglio, anziché fino al giorno 15 del mese precedente, come avviene di norma. Solo in questo caso, quindi, si può preventivare che un certo numero di domande complete, pervenute nel mese di giugno, andranno in pagamento non nel mese di settembre, come di consueto, bensì nella mensilità di ottobre p.v.

Come si vede, i tempi di evasione sono comunque in linea con quelli dei maggiori enti previdenziali, se non inferiori, segno della massima attenzione nei confronti di iscritti che si trovano in una particolare, poco fortunata, stagione della vita.
 

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