Fumatori sempre più giovani: è allarme in Italia

Redazione DottNet | 08/09/2008 20:04

Troppi ragazzi fumano: l'emergenza riguarda oltre un milione di  giovani, moltissimi studenti, che nascondono il pacchetto nello zaino.

Sono centinaia di migliaia i ragazzi che entreranno in classe con il pacchetto di sigarette nello zaino. L'allarme arriva dai dati dell'Istituto Superiore di Sanità che parlano, proprio nell'anno in cui l'Organizzazione mondiale della sanità dedica la giornata mondiale senza tabacco ai giovani, 'Tobacco Free Youth', di un'emergenza che riguarda un milione e mezzo di giovani fra i 15 e i 24 anni e circa 140 mila giovanissimi tra 15 e 17 anni che fumano ogni giorno mediamente 10 sigarette. E la prima sigaretta la si accende nel 34% dei casi entro i 15 anni. ''I ragazzi preferiscono i pacchetti da 10 sigarette - spiega Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'Iss - perchè costano meno'' e si possono anche nascondere meglio nelle tasche di zaini e jeans. Sono proprio loro quelli che risentono di più dell'aumento dei prezzi e gli esperti sono concordi che nuovi incrementi li costringerebbero a rinunciare alla spesa troppo esosa per le loro paghette. La legge sul divieto di fumo nei luoghi pubblici vieta severamente che le sigarette vengano accese dentro le scuole ma in molti istituti, durante la ricreazione, in bagno, fumare è una realtà. ''Esistono delle difficoltà oggettive - ha aggiunto Zuccaro - nel controllare i ragazzi in bagno''. L'Istituto Superiore di Sanità ha invece indicato gli studi dei medici di famiglia come ''avamposto'' della prevenzione e, si spiega nel documento, bastano tre minuti per un primo colloquio con il paziente. Solo 180 secondi preziosi durati i quali si può realizzare il primo passo per iniziare a smettere di fumare. Secondo le nuove linee guida, spetta infatti al medici di medicina generale, ''per il particolare rapporto di fiducia che li lega al pubblico e per il numero rilevante dei loro contatti'' chiedere se il soggetto è fumatore, informare sui danni causati dal fumo, valutare lo stato di salute, il grado di dipendenza dei pazienti, attuare un percorso terapeutico e gli interventi per prevenire eventuali ricadute. Un percorso lungo, quindi, ma importante, considerati i molti vantaggi: bastano solo 8 ore dall'accensione dell'ultima sigaretta per far tornare i livelli di ossigeno contenuti nel sangue a livelli normali. Dopo 12 ore quasi tutta la nicotina è stata metabolizzata. E non finisce qui. ''Dopo 2-5 giorni - si legge nelle linee guida clinico-organizzative della regione Piemonte, elaborate sui dati dell'Istituto superiore di sanità - i sensi del gusto e dell'olfatto migliorano, dopo 3 è più facile respirare e aumenta la capacità polmonare dopo una settimana si ha più energia e più voglia di fare''.

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