Tumori: l'urologo, 70% over 50 non ha mai fatto test prostata, esame Psa conosciuto ma non praticato, bene Di Pietro servono testimonial

| 15/10/2009 11:14

Gli uomini italiani sono poco attenti alla loro salute, soprattutto quando il problema ha a che fare con la sfera sessuale. E così il 70% degli over 50 non ha mai fatto l'esame del Psa, test principale per la diagnosi precoce del cancro alla prostata. Un atteggiamento ben lontano da quello delle loro compagne: in caso di disturbi sessuali una donna impiega 2 settimane a chiedere una consulenza, un uomo ci mette 2 anni.

A tracciare il quadro Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di Urologia (Siu), commentando l'intervento di Antonio Di Pietro che sulle pagine del “Corriere della Sera” ha confessato di aver avuto un tumore alla prostata e ha invitato gli italiani a fare prevenzione. "La prevenzione è fondamentale: abbiamo bisogno di testimonial", dice Mirone.

"Gli uomini italiani - precisa l'esperto - fanno poca prevenzione". Per quanto riguarda il cancro alla prostata, che può essere individuato con il test del Psa, "i dati del 2009 ci dicono che 7 italiani su 10 tra gli ultracinquantenni non hanno mai fatto questo test, pur conoscendone l'importanza. Se lo confrontiamo con altri esami come Rx torace, gastroscopia, ecografia addominale e mammografia, quello del Psa si colloca all'ultimo posto tra gli esami preventivi a cui ci si sottopone". Eppure gli studi internazionali confermano l'utilità di questo test "che dovrebbe entrare nelle abitudini degli uomini così come la mammografia e il pap test sono entrati nelle abitudini delle donne", ricorda Mirone. Ribadendo che il cancro alla prostata non va sottovalutato: "Ci sono 48 mila nuovi casi ogni anno e 9 mila morti. Tutti gli uomini sopra i 50 anni dovrebbero fare una visita urologica e un Psa".

Per i maschi, conferma però l'urologo, come ha denunciato anche Di Pietro, "è difficile parlare di prostata perché è considerata espressione di sessualità e l'uomo ha molta difficoltà a mettersi in discussione su questo piano". Ecco perché Mirone apprezza la testimonianza del leader dell'Italia dei Valori: "I testimonial possono aiutare a diffondere la cultura della prevenzione", conclude.

 

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