Nuova frontiera nella diagnosi del carcinoma prostatico: l'analisi computazionale delle regioni di espressione genica

Tania Vuoso | 15/10/2009 11:26

Il carcinoma della prostata è tra i più comuni tipi di cancro, infatti, esso colpisce centinaia di migliaia di persone ogni anno.
Nella maggior parte dei casi si risolve infaustamente, a causa di una tardiva diagnosi.
Di conseguenza la chiave per il successo del trattamento di tale patologia è rappresentata da una diagnosi quanto più precoce possibile, così come la comprensione dei meccanismi molecolari di progressione metastatica.
 

Una serie di studi recenti hanno identificato marcatori multipli per la progressione metastatica.
In particolare un studio effettuato presso il Centro di Bioinformatica in collaborazione con il Dipartimento di Microbiologia, Immunologia e Patologia, del Colorado ha proposto un concetto alternativo di analisi, che considera l'intera regione multidimensionale di espressione genica e l’identificazione della parte di tale regione nella quale è possibile che si verifichi lo sviluppo metastatico.
L’analisi dei campioni tumorali primari e metastatici ha rivelato non solo i geni espressi in modo differenziale, ma anche le relazioni tra i diversi gruppi di tumori primari e metastatici.
Inoltre è stato evidenziato che i campioni tumorali metastatici tendono ad occupare una partizione diversa nella regione di espressione genica. Una ulteriore analisi ha suggerito infine che tale partizione è delineata da un modello specifico di espressione genica nel rimodellamento del citoscheletro, dell'adesione cellulare e dell’apoptosi.
Questa nuova metodica di analisi è risultata essere quindi non in contraddizione con i risultati riportati in precedenza ed ha inoltre rivelato ulteriori particolari importanti, irraggiungibili con i metodi tradizionali.
 

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