Da Repubblica: Ru486, via libera senza aspettare l´inchiesta

Redazione DottNet | 17/10/2009 08:55

Il via alla pillola abortiva sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il 19 novembre, l´indagine del Senato sulla Ru486 non bloccherà l´iter ormai concluso dell´organo tecnico, cioè dell´Aifa. Dopo settimane di silenzio, ieri il direttore generale dell´Agenzia italiana per il farmaco Guido Rasi è uscito allo scoperto a margine del congresso della Federazione medici di famiglia a Santa Margherita di Pula, in Sardegna. Lo ha fatto per dire che non si torna indietro, che il Parlamento non può più fermare l´approvazione del farmaco: «Il 19 ottobre il consiglio di amministrazione confermerà la delibera del 30 luglio». Cioè l´atto che ha deciso l´ingresso nel nostro sistema sanitario della pillola abortiva. Lunedì prossimo il Cda darà dunque mandato al direttore generale di inviare la determina alla Gazzetta Ufficiale. Tra l´altro Rasi non potrà apportare alcun cambiamento a quel testo. E anzi, se dovesse ritardarne la trasmissione potrebbe incorrere in un´omissione di atti di ufficio.
 

«Il passaggio del 19 - ha spiegato ieri Rasi - è formale, si leggerà il verbale di una decisione già presa il 30 luglio. Dopodiché la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avrà i tempi tecnici, 20-30 giorni». L´Aifa in queste settimane è stata sottoposta a enormi pressioni politiche per spingere i vertici a bloccare, o rallentare, la già lentissima procedura che porterà all´utilizzo del discusso farmaco negli ospedali italiani. Il 22 settembre è stata istituita una commissione di indagine in Senato che ha invitato a parlare Rasi e il presidente Sergio Pecorelli nei primi giorni di ottobre. Quando il Cda dell´Agenzia, dopo l´ennesima sofferta riunione sulla Ru486, ha deciso di aspettare quelle audizioni in segno di rispetto istituzionale e rivedersi il 19 per la determina, la commissione del Senato ha posticipato l´incontro con Rasi al 21 ottobre. «Lo spostamento è stato proposto dal senatore Pd Lionello Cosentino e votato all´unanimità», precisa Antonio Tomassini (Pdl), che presiede la commissione e annuncia per il 25 novembre le ultime audizioni e la relazione conclusiva.
Il cambiamento della data, visto come un ennesimo tentativo di rimandare l´atto definitivo, la determina, avrebbe creato più di un mal di pancia dentro l´Aifa. Non senza malessere si è deciso per la rottura: la riunione del 19 è stata confermata. «Con tutto il rispetto che si deve alla commissione - ha detto ieri Rasi - noi procederemo, anche perché di fatto prima della pubblicazione in Gazzetta avrà tutto il tempo di sentire e approfondire tutti gli aspetti». È vero, ma a determina già scritta i senatori non potranno più fermare la procedura tecnica. «L´Aifa stabilisce le modalità di erogazione - prosegue Rasi- dopodiché il Parlamento o gli organi che hanno il potere di farlo stabiliscono le modalità di somministrazione e la compatibilità con la 194. Noi abbiamo fatto alcuni passaggi obbligati per il mutuo riconoscimento. La nostra delibera ha fatto in modo che invece di importarla legalmente ma in maniera scoordinata e fuori dalla legge 194 adesso la Ru486 venga canalizzata nell´ambito della legge sull´aborto».
L´uscita del direttore dell´Aifa è stata commentata, in modo piuttosto cauto, da Raffaele Calabrò (Pdl) componente della commissione sanità del Senato. «Non erano presenti speranze, né da parte mia né da parte del senatore Tomassini di rimandare il lavoro dell´Aifa. Quello che stiamo facendo è l´indagine conoscitiva, su quali sono le caratteristiche, le funzioni, le complicanze, i rischi di questo farmaco, e soprattutto su come questo farmaco può essere utilizzato senza andare contro a ciò che la legge 194 prevede. La nostra preoccupazione è che una serie di precauzioni che la 194 prevede, e che vogliamo che si mantengano, siano invece superate dalla Ru486».
 

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