Igienisti e pediatri: troppe differenze tra le regioni sul piano di vaccinazioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/10/2009 18:00

Il Paese non ha un vero piano di prevenzione contro l'influenza A ed esistono troppe differenze fra le diverse regioni italiane sul fronte dell'offerta vaccinale: critiche che arrivano dalla Società degli igienisti italiani (Siti) e dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), nel corso dell'11/ima conferenza nazionale di Sanità pubblica (promossa dalla Siti) che si è conclusa sabato scorso a Napoli.

Sulle modalità di distribuzione delle prime dosi di vaccino arrivate in Campania, si è soffermata la direttrice del dipartimento di Igiene e medicina preventiva del II Policlinico di Napoli, Maria Triassi, che è membro dell'Unità di crisi pandemica della Regione Campania. Preoccupazione è stata espressa dunque dai medici e dai docenti universitari della Siti e della Fimp, contrari alla nuova procedura per il vaccino antipandemico: è troppo complicata, sostengono, e rischia di vanificare gli sforzi fatti fino ad ora. Igienisti e pediatri hanno sottolineato inoltre che non esiste un vero piano nazionale di prevenzione e di vaccinazione, e che non è pronto l'aggiornamento al calendario vaccinale. Inoltre, in molte regioni non sono state attivate commissioni tecniche per la gestione delle strategie vaccinali con la partecipazione delle società scientifiche deputate. Una situazione ritenuta ''inaccettabile e poco etica''. Il piano sanitario della Campania è stato illustrato dalla Triassi: ''Le dosi di vaccino sono 800.000, tutte stoccate nell'ospedale per malattie infettive Cotugno di Napoli, che le smisterà ai vari ospedali. Le Asl invieranno la richiesta di fabbisogno''. Il personale sanitario della Campania è però circa il doppio rispetto al numero delle dosi a disposizione, quindi si darà priorità a chi è più esposto al rischio di contagio, ''e cioè i medici e il personale dei reparti di malattie infettive e pronto soccorso''. La cittadinanza dovrà aspettare la fine di dicembre. Non c'è alcun rischio di interazione tra il vaccino contro il virus H1N1 e quello dell'influenza stagionale, ha concluso Triassi, che ha escluso possibili complicanze; unici a rischio potrebbero essere i soggetti allergici.

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