Utifar, i nuovi meccanismi di remunerazione non devono penalizzare la categoria

Redazione DottNet | 17/10/2009 19:34

sanità

I nuovi meccanismi di remunerazione non devono penalizzare le farmacie: è la posizione dei farmacisti dell'Utifar, l'Unione tecnica italiana farmacisti.

Il decreto legislativo approvato il 2 ottobre dal Consiglio dei Ministri che individua nuovi servizi sociosanitari che possono essere erogati anche dalle strutture farmaceutiche trasformando le farmacie italiane in veri e propri presidi sanitari al servizio dei cittadini, spiega l'Utifar, raccoglie il sì dei farmacisti, ''a patto però che nuovi eventuali meccanismi di remunerazione non penalizzino eccessivamente la categoria''. L'Utifar ''non intende prendere una posizione netta sull'eventuale passaggio dall'attuale sistema di remunerazione dei farmacisti basato sullo sconto, e quindi su una percentuale dei farmaci venduti, ad un nuovo sistema centrato sulla retribuzione dell'atto professionale ma intende rilanciare il ruolo delle oltre 17.000 farmacie italiane e fare in modo che non siano solamente centri dove si dispensano farmaci equivalenti e non innovativi'', ha spiegato Eugenio Leopardi, presidente dell'Utifar. L'obiettivo, si afferma in una nota dell'Utifar, è ''di riportare il farmaco in farmacia dal momento che l'esperimento delle parafarmacie non ha dato i risultati sperati neanche in termini di successo commerciale e che in alcune realtà si assiste al pericoloso fenomeno della vendita dei farmaci attraverso internet o addirittura attraverso distributori automatici''.