Ru 486, fra un mese negli ospedali

Redazione DottNet | 19/10/2009 21:26

aifa farmaci legge-194 sanità

Una decisione attesa quella di lunedì scorso del Cda dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha dato mandato al direttore generale Guido Rasi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Determina relativa all'autorizzazione all'immissione in commercio della pillola abortiva Ru486.

 L'atto dovrebbe essere pubblicato entro un mese, e da quel momento il farmaco dovrebbe essere disponibile per uso ospedaliero. Ma la palla passa ora alle Regioni: spetta a loro, infatti, stabilire protocolli applicativi e tipo di ricovero. Una questione non da poco, che ha innescato il dibattito tra esponenti politici di maggioranza e opposizione. Tra quanti, cioè, dicono 'no' a quello che a loro giudizio rischia di configurarsi un 'aborto a domicilio' e quanti, invece, ritengono un passo in avanti l'autorizzazione dell'aborto farmacologico. La decisione è stata definita però ''molto corretta'' dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi: L'Aifa, ha detto, ''ha assunto in riferimento alla legge 194 delle decisioni consequenziali prevedendo il ricovero della donna dall'inizio alla conclusione del trattamento abortivo''. Intanto, prosegue l'indagine conoscitiva sulla compatibilità della Ru486 con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, avviata dal Senato all'inizio di ottobre.
- DA AIFA SI' A PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA: Il Consiglio di Amministrazione Aifa ha dato mandato al Direttore Generale Guido Rasi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Determina relativa all'autorizzazione all'immissione in commercio del Farmaco Mifegyne (Mifeprostone), prodotto dalla ditta Exelgyne, la pillola abortiva Ru486. L'Aifa ha sottolineato che il percorso seguito ''è stato assolutamente rispettoso dell'iter procedurale previsto dall'Emea (l'Ente regolatorio europeo) per il mutuo riconoscimento di un farmaco, verificandone efficacia, sicurezza e compatibilità con le leggi nazionali nel rispetto e a tutela della salute della donna''. In Italia vigeranno indicazioni più restrittive: all'estero la pillola abortiva si può infatti assumere entro la nona settimana, in Italia l'Aifa ha stabilito si potrà farlo solo entro la settima.
- ORA LA PAROLA PASSA ALLE REGIONI: ''La normativa europea e italiana dice che l'uso della Ru486 deve essere compatibile con la legge sull'aborto, cioè da noi la 194. L'aborto deve essere fatto quindi in ambito ospedaliero, e qui finisce il nostro compito'', ha spiegato lo stesso Rasi intervistato dal Giornale. Ma chi decide le modalità della somministrazione? ''Le Regioni che stabiliscono la definizione di ricovero'' e queste ultime, ha precisato Rasi, ''potrebbero anche stabilire che la Ru486 venga somministrata in day hospital''. La Determina che verra' pubblicata in Gazzetta, dunque, rimanda a Stato e Regioni le disposizioni per il corretto percorso di utilizzo clinico del farmaco all'interno del servizio ospedaliero pubblico, così come previsto dagli articoli 8 e 15 della legge 194 del 1978, e di cui la stessa Aifa spiega di non avere titolarità.
- DIBATTITO ACCESO: Il sì alla pubblicazione in gazzetta dell'atto autorizzativo della pillola abortiva è ''un atto dovuto'', ha detto Fazio. E il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella si è detta ''pienamente soddisfatta della delibera dell'Aifa che conferma i pareri del Consiglio Superiore di Sanità, e quindi la necessità del ricovero in ospedale fino a quando l'aborto non sia stato completato''. Ma il dibattito è acceso: ''Le decisioni dell'Aifa risultano in linea con quanto chiedevamo. Non ci sarà nessuna pubblicazione in Gazzetta mentre il Senato completa la propria indagine sulla RU486. E la pillola abortiva potrà essere utilizzata solo in ospedale'', afferma il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri. Da parte sua, la presidente del gruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro rileva che la decisione dell'Aifa ''sgombra definitivamente il campo dalle polemiche inutili. Credo - spiega - che le polemiche innescate da esponenti del Pdl su questo tema siano fuorvianti''.
- APPELLO CARD. BARRAGAN, DA MEDICI OBIEZIONE COSCIENZA: ''I medici facciano obiezione di coscienza'' contro la somministrazione della pillola abortiva Ru486 affinchè si veda che ''il medico è colui che da' la vita, non colui che la toglie''. E' l'appello del cardinale Josè Lozano Barragan, presidente emerito del pontificio consiglio per la Pastorale della Salute.