Studio italiano: promettente cura Biotech per diabete 1 topi malati guariti con cellule prelevate da testicoli di suini neonati

Redazione DottNet | 20/10/2009 14:58

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Dalle biotecnologie un nuovo passo avanti verso la cura radicale del diabete di tipo 1. Ricercatori italiani sono riusciti a guarire un topo modello della malattia con uno xenotrapianto a base di cellule del Sertoli prelevate a maialini neonati e trattate ad hoc. Si tratta di cellule che si trovano nei tubuli seminiferi dei testicoli, la cui principale funzione è quella di guidare le cellule germinali attraverso i passaggi della spermatogenesi. Lo studio, pubblicato sul 'Journal of Experimental Medicine', è firmato da un'equipe multidisciplinare dell'Università degli Studi di Perugia, costituita da Giovanni Luca, Francesca Fallarino e Mario Calvitti, e diretta da Riccardo Calafiore del Dipartimento di Medicina interna dell'ateneo umbro.

Dopo 5 anni di intenso lavoro sperimentale, i ricercatori sono convinti di essere giunti a una scoperta "che potrebbe rivoluzionare la terapia di fondo della malattia", spiegano. Gli scienziati perugini hanno per la prima volta guarito il topo Nod, unico modello animale che sviluppa un diabete mellito spontaneo su base autoimmunitaria, del tutto simile a quello umano. Nell'animale è stata indotta una "stabile, completa e duratura normalizzazione della glicemia nell'80% dei casi", assicurano. Gli studiosi hanno trapiantato nelle cavie cellule del Sertoli testicolari, che normalmente elaborano numerosi fattori di crescita e immunoprotettivi, dopo averle avvolte in speciali microcapsule. I fattori secreti dalle cellule del Sertoli hanno completamente abbattuto l'aggressione autoimmunitaria che, distruggendo le cellule del pancreas produttrici di insulina, determina un incontrollato aumento della glicemia causando così l'insorgenza della malattia diabetica.

Non solo. Queste sostanze hanno consentito il recupero delle cellule pancreatiche che, riacquistata la capacità di produrre e secernere insulina, hanno normalizzato la glicemia negli animali ammalati. Per la prima volta, insomma, topi modello di diabete di tipo 1 "sono guariti, creando un precedente unico in diabetologia, che - concludono i ricercatori - potrebbe aprire le porte al varo di studi clinici pilota nell'uomo".