Diabete: alterazione dei livelli dell’enzima aromatasi nel nervo sciatico e nei tessuti dell’ippocampo dei ratti

Tania Vuoso | 20/10/2009 15:32

Il diabete mellito è associato ad un aumento del rischio di compromissione della funzione cognitiva. La neuropatia diabetica è infatti, una delle complicanze più comuni e importanti del diabete mellito.
Gli estrogeni prevengono la perdita neuronale nei modelli sperimentali di neuro-degenerazione e accelerano la rigenerazione dei nervi. L’enzima aromatasi catalizza la conversione degli androgeni in estrogeni ed è espressa in una varietà di tessuti, tra cui i neuroni. Vi sono molti studi che documentano gli effetti regolatori dell'insulina sull’attività delle aromatasi.
 

Uno studio effettuato presso il Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Hacettepe, Turchia ha avuto invece come scopo lo studio degli effetti del diabete sperimentale sull'espressione dell'aromatasi nel sistema nervoso.
Nei ratti è stato iniettato la streptozotocina per indurre il diabete. Alla fine della quarta e della dodicesima settimana sono stati preparati e valutati, per le proteine dell'aromatasi, il nervo sciatico e gli omogenati dell'ippocampo. Da tali campioni si è osservato che l’espressione dell'aromatasi nei nervi sciatici di entrambi i sessi sono diminuiti nelle quattro settimane dall’induzione del diabete, ma nelle dodici settimane successive i livelli degli enzimi sono aumentati nelle femmine e hanno raggiunto i livelli controllo degli animali di sesso maschile.
I livelli dell'aromatasi non sono stati modificati nell’ippocampo nelle quattro settimane, ma è aumentata nelle dodici settimane nei ratti diabetici di sesso femminile. Invece nessuna differenza significativa dei livelli degli enzimi dell’ippocampo è stata osservata nei ratti maschi diabetici. La terapia insulinica ha impedito in tal caso tutte le variazioni indotte dal diabete.
Questo studio ha quindi dimostrato per la prima volta che, il diabete mellito altera l'espressione dell’aromatasi, sia a livello del sistema nervoso centrale che a livello del sistema nervoso periferico. In particolare il sistema nervoso periferico è più vulnerabile ai danni rispetto al sistema nervoso centrale.
 

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