Ue, troppe disparità per l’accesso alla sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 20/10/2009 19:53

La Commissione è preoccupata per il divario esistente tra i diversi paesi Ue, e talvolta anche da un quartiere all'altro di una stessa città, per l'accesso alla sanità.

E' quanto si sottolinea in una comunicazione varata dall'esecutivo Ue che, intanto, dovrebbe condurre ad avere un quadro più esatto sulle politiche da mettere in atto. Bruxelles, ha spiegato il commissario Ue agli Affari sociali Vladimir Spidla, ''non ha possibilità di intervento diretto nel settore, ma può fare molto soprattutto con l'uso dei fondi strutturali''. L'idea è infatti quella di offrire un sostegno maggiore alle regioni e alle realtà territoriali anche per scambiare buone pratiche, ha aggiunto la commissaria Ue alla salute Androulla Vassiliou. In questo senso, ad avviso della Commissione Ue, ''misurare e monitorare meglio di quanto sia stato fatto finora le disparità è un primo passo fondamentale''. Soprattutto in un momento in cui, spiega l'esecutivo europeo, la crisi finanziaria potrebbe condurre ad un aumento delle disparità, sopratutto tra chi è più toccato dalla recessione, a cominciare dai disoccupati. Il primo rapporto sullo stato della situazione sarà pubblicato nel 2012. Stando alle cifre rese note finora da Eurostat, si calcola che nel 2007 l'aspettativa di vita variava da uno Stato membro all'altro fino a 8 anni per le donne e 14 per gli uomini. Forti le differenze anche per il tasso di mortalità infantile. Un buon numero di queste differenze, ad avviso dell'esecutivo Ue, sono però evitabili a cominciare dalle incidenze negative delle condizioni economiche e sociali sulla salute, sulla qualità del lavoro e dell'ambiente o dei servizi sociali a disposizione.

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