Pediatria, i prematuri più recettivi ai problemi respiratori

Redazione DottNet | 20/10/2009 21:06

I neonati prematuri hanno più probabilità di sviluppare problemi respiratori in età adulta.

Lo dimostra uno studio condotto dal pneumologo pediatra Eugenio Baraldi, del Dipartimento di Pediatria dell'Università di Padova, e dal neonatologo Marco Filippone su un gruppo di bambini nati prematuri affetti da displasia polmonare e pubblicato sulla rivista The Journal of the American Medical Association. Per scrivere la storia naturale ed evolutiva della malattia, i due studiosi hanno seguito i bambini dai primi giorni di vita fino all'età di 15 anni, dimostrando come il grado di limitazione funzionale del polmone in età adolescenziale dipenda strettamente dall'entità del danno delle vie aeree misurato all'età di 2 anni; i bambini con malattia più grave nei primi mesi di vita tendono a mantenere limitazioni nella funzionalità polmonare a distanza di molti anni e in alcuni casi mostrano addirittura una perdita di funzione respiratoria nel tempo. Lo studio mostra come i primi anni di età siano da un lato il momento più critico per la corretta formazione del sistema respiratorio, dall'altro come proprio in questi primi anni gli interventi terapeutici o preventivi si dimostrino più efficaci. Sono circa 40.000 i bambini che nascono prematuri ogni anno in Italia; la nascita prematura si associa spesso a patologie croniche destinate a durare per tutta la vita, come la displasia broncopolmonare (Bpd). Il polmone, infatti, è uno degli organi che può più facilmente danneggiarsi durante la prima fase di vita, soprattutto in bambini nati con un peso uguale o inferiore a un chilogrammo.

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