Farmaci anti-angiogenici in aiuto della chemio

Oncologia | Redazione DottNet | 08/09/2008 21:10

Saranno i farmaci anti-angiogenici a dare una mano nella sconfitta del cancro. Questi farmaci infatti si sono dimostrati validi nella chemio, aumentandone i benefici.

Nuovo passo in avanti nella cura dei tumori: un gruppo internazionale di ricercatori ha svelato il meccanismo con cui i farmaci 'affama-cancro', i cosiddetti anti-angiogenici, aumentano l'efficacia della chemioterapia. I risultati dello studio, condotto dai ricercatori dell' Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano in collaborazione con i colleghi dell'universita' di Toronto, dell'ateneo olandese di Utrecht e del Memorial Sloan Kettering di New York, sono pubblicati sulla rivista Cancer Cell. I farmaci anti-angiogenici, capaci di 'tagliare i viveri' al tumore bloccando la crescita dei vasi sanguigni che nutrono le cellule malate, erano gia' stati oggetto di diversi studi. Molti, spiegano i ricercatori, avevano gia' dimostrato che il loro uso, in combinazione con i chemioterapici, aumenta significativamente la sopravvivenza dei malati, ma il perche' di questa sinergia era ancora sconosciuto. Questo nuovo studio e' riuscito invece a dimostrare come tutto ruoti intorno alla molecola Sdf-1, un fattore di crescita che favorisce la formazione di vasi sanguigni. ''Abbiamo osservato - spiega Francesco Bertolini, direttore del Laboratorio di ematoncologia dello Ieo - che l'uso dei chemioterapici causa un brusco aumento dei livelli di Sdf-1, favorendo una ripresa delle cellule tumorali sopravvissute al trattamento''. I ricercatori hanno quindi pensato a una sorta di pre-terapia, che consiste nel far precedere i chemioterapici dalla somministrazione di molecole che bloccano l'innalzamento di Sdf-1 e di alcuni farmaci anti-angiogenici che bloccano le cellule progenitrici dei vasi. ''I risultati che abbiamo ottenuto in vitro e nei topi sono stati molto incoraggianti - spiega Francesco Bertolini, direttore del Laboratorio di ematoncologia dello Ieo - perche' la crescita tumorale e' stata effettivamente bloccata. Le prospettive future sono ora quelle di associare anche in clinica i farmaci anti-Sfd1 e anti-angiogenici alla tradizionale chemioterapia. Il tassello mancante - conclude - e' pero' la disponibilita' sul mercato di un farmaco anti-Sdf1 utilizzabile nell'uomo''.(

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