Obesità: colpisce 13% piccoli italiani, extralarge in aumento

Redazione DottNet | 23/10/2009 12:26

dermatite-atopica

L'allarme obesità si ripercuote anche sulle casse degli italiani, se è vero che nel nostro Paese si spendono più di 23 miliardi di euro l'anno per contrastare la malattia. Per arginare il 'fenomeno' gli studiosi sostengono però che non basta agire solo sulla prevenzione.

Secondo Lorenzo Maria Donini, docente di Scienza dell'alimentazione alla Sapienza, occorre "creare un centro di coordinamento e riferimento regionale e una rete assistenziale di strutture che, adottando un approccio multidisciplinare integrato di tipo riabilitativo, siano adeguate alla diagnosi e cura dell'obesità e dei disturbi dell'alimentazione ed articolate in unità ambulatoriali, semiresidenziali e di ricovero di riabilitazione intensiva. Il modello 'hub and spoke' promosso da alcune Regioni prevede la concentrazione della produzione dell'assistenza di maggiore complessità in centri di eccellenza (hub) e l'invio dei pazienti ai centri periferici (spoke) in relazione alla prosecuzione del percorso terapeutico e riabilitativo". "L'accesso a uno qualsiasi dei nodi della rete - prosegue l'esperto - dovrebbe poter avvenire attraverso i medici di famiglia, i servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) o i centri specialistici pubblici o privati accreditati che per altri motivi si trovino ad assistere pazienti obesi e con disturbi dell'alimentazione. Tenuto conto della caratteristica di cronicità della malattia - conclude Donini - la rete di assistenza dovrebbe prendere in carico il paziente e seguirlo nel tempo modulando, a seconda della gravità e dal livello di comorbilità, il passaggio da una modalità assistenziale all'altra e strutturando un adeguato percorso di follow-up".