Fibrillazione atriale nell’infarto acuto del miocardio: review sistematica sull’incidenza, le caratteristiche cliniche e la prognosi.

Tania Vuoso | 28/10/2009 13:33

La fibrillazione atriale(AF) spesso determina lo sviluppo di complicanze nell’infarto acuto del miocardio(AMI) con un’incidenza compresa tra 6% e 21%. I fattori predisponenti allo sviluppo dell’aritmia e dell’AMI sono: l’età avanzata, l’insufficienza cardiaca e la riduzione della funzionalità del ventricolo sinistro.

La maggior parte delle evidenze scientifiche dimostrano che la fibrillazione atriale che insorge nei pazienti ospedalizzati per AMI può rappresentare un grave fattore di rischio per lo sviluppo di complicanze compreso l’aumento della mortalità. Questa tesi sembra essere uguale per tutti i pazienti affetti da AMI indipendentemente dal tipo di trattamento a cui sono stati sottoposti. La mortalità risulta particolarmente elevata in quei pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia e/o riduzione della funzionalità del ventricolo sinistro. Inoltre, la fibrillazione atriale non solo determina un aumento delle complicazioni cliniche dei pazienti, ma anche un aumento del rischio d’infarto durante l’ospedalizzazione ed il followup.

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