Neoplasia a cellule squamose della superficie oculare dopo trapianto di cornea

Redazione DottNet | 29/10/2009 14:08

Lo studio è stato condotto presso l’Università di Filadelfia per descrivere le caratteristiche cliniche e la gestione della neoplasia a cellule squamose della superficie oculare (OSSN) a seguito del trapianto di cornea. Sono stati analizzati 4 casi di pazienti in modo retrospettivo.

Tutti i 4 pazienti erano stati trattati con chemioterapia topica ed uno solo dei pazienti è stato trattato anche con biopsia escissionale e terapia fotodinamica. La principale scala di valutazione degli “outcomes” è stata rappresentata dallo sviluppo di recidive dell’OSSN e dalla chiarezza del trapianto dopo il trattamento. Il tempo medio di latenza tra il trapianto di cornea e la diagnosi di OSSN è stato di 36 mesi (range: 2-73). Tutti i 4 occhi sono stati in trattamento cronico con steroidi topici per una durata minima di 2 mesi, 2 occhi avevano sviluppato precedentemente cheratiti erpetiche. La diagnosi di rigetto è stata evidenziata in 2 casi. La media del diametro del tumore nello stadio iniziale è stato di 18mm (range: 14-25mm), inoltre il tumore ha coinvolto la superficie corneale nel 76% dei casi in media (range: 15% -90%). Il controllo della patologia è stato raggiunto in modo ottimale in tutti i casi attraverso l’applicazione topica di mitomicina C per (n=1), di interferone alfa2b (n=4) e di una terapia fotodinamica (n=1). Dopo un periodo di followup di 20 mesi, in tutti i casi si è raggiunto il controllo del tumore e tutti i 4 occhi mostravano l’opacizzazione del trapianto con vascolarizzazione ma risultavano privi di neoplasia intraoculare. In conclusione, il trattamento non chirurgico consente una gestione del tumore.

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