Melanoma metastatico recidivante: autoimmunità oculare e sistemica dopo immunoterapia con linfociti infiltranti il tumore

Tania Vuoso | 29/10/2009 15:20

melanoma metastasi osteoporosi

I ricercatori del National Eye Institute di Bethesda, negli Stati Uniti, hanno descritto le caratteristiche di autoimmunità oculare e sistemica dopo un trasferimento autologo andato a buon fine di linfociti infiltranti il tumore ( TIL ), espansi ex vivo, per il melanoma metastatico.

È stato descritto in maniera retrospettiva il caso di un uomo di 35 anni con melanoma metastatico trattato con TIL più terapia con Interleuchina-2 ( IL-2 ) dopo regime di linfodeplezione di Ciclofosfamide ( Endoxan ) e Fludarabina ( Fludara ) per il melanoma metastatico, che ha portato a una remissione completa e durevole. Il paziente ha sviluppato panuveite bilaterale, perdita dell’udito, vitiligine, poliosi e alopecia e ha richiesto terapia immunosoppressiva oftalmica locale. Dopo 5 mesi dall’immunoterapia per melanoma è stata raggiunta una completa regressione del tumore con una remissione duratura e completa a 24 mesi. Nelle fasi precoci del trattamento si sono sviluppate in forma acuta febbre alta, rash diffuso, perdita di capelli e uveite bilaterale anteriore. Sintomi autoimmuni tardivi hanno incluso sviluppo di alopecia, vitiligine, poliosi e panuveite bilaterale con ipopigmentazione diffusa dell’epitelio pigmentato della retina RPE ), sindrome di Vogt-Koyanagi-Harada ( VKH ). Si è inoltre sviluppato edema maculare cistoide bilaterale risultato responsivo ad Acetazolamide ( Diamox ). Gli elettrooculogrammi seriali hanno mostrato alterazioni nel potenziale RPE in condizioni di buio, e i test di microperimetria ( MP-1 ) hanno rivelato una diminuzione della sensibilità foveale e perifoveale. Un aspirato dell’umor acqueo ha rivelato un’alta concentrazione di cellule T reattive agli antigeni tumorali del melanoma rispetto ai campioni di sangue periferico e un profilo proinfiammatorio delle citochine dell’umor acqueo. Al momento della chirurgia per cataratta, 22 mesi dopo l’immunoterapia, un nuovo campione di umor acqueo ha mostrato la scomparsa di linfociti reattivi agli antigeni tumorali, mentre il profilo proinfiammatorio delle citochine era ancora presente. In conclusione, dopo un’immunoterapia andata a buon fine per melanoma, potrebbero svilupparsi sintomi autoimmunitari oculari e sistemici che somigliano alla sindrome VKH. La descrizione di questo caso fornisce informazioni sulla patogenesi della sindrome VKH, e il decorso clinico mostra il fine equilibrio tra l’immunità tumore-specifica e la perdita di autotolleranza.