Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza urinaria

Tania Vuoso | 09/09/2008 11:03

Sono almeno 5 milioni, secondo gli esperti, gli italiani che soffrono di incontinenza urinaria. Un disagio che può affliggere in diverse forme uomini e donne anche in giovane età, e che non risparmia i più piccoli: si calcola che il disturbo riguardi a 7 anni un bimbo su 10. Per sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni, si è celebrata a fine giugno la Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza urinaria, promossa dalla Federazione italiana incontinenti (Finco).

Nonostante la diffusione dell'incontinenza e il suo pesante impatto sulla qualità della vita, sociale e di coppia, soltanto una minoranza di pazienti, circa il 25%, trova il coraggio di vincere imbarazzo e vergogna, rivolgendosi al medico. Se affrontato al meglio, invece, il disturbo può essere curato grazie a una gamma di opzioni sempre più ampia: dalla ginnastica perineale ai farmaci, dalle infiltrazioni locali di acido ialuronico alla chirurgia mininvasiva, ai pace-maker e agli sfinteri artificiali. I pazienti chiedono in coro più attenzione per un accesso migliore ai trattamenti, perché oggi soltanto i pannoloni sono gratuiti per i malati. Sulla necessità di prevedere una "rimborsabilità dei farmaci anti-incontinenza", e di diffondere la riabilitazione perineale "carente in Italia", il presidente della Finco Francesco Diomede si rivolge al ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Quella dei malati è una battaglia "per la rivalutazione della patologia e per consentire a tutti i pazienti le terapie più adeguate, che oltre a ridare dignità a chi soffre ridurrebbero i costi sociali" legati all'incontinenza urinaria.

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