Dal Corriere della Sera: Farmacisti a lezione anti-rapina «Attenzione a tatuaggi e cicatrici»

Farmacia | Redazione DottNet | 30/10/2009 21:08

Le foto sono due degli esempi che i carabinieri hanno mostrato ad una platea di farmacisti a cui hanno spiegato come ci si deve attrezzare contro i rapinatori e quali elementi cogliere per dare una mano alle indagini.

 Insomma una lezione di sicurezza tenuta in prima persona dal comandante provinciale dei carabinieri, Sergio Pascali, e dal comandate del reparto operativo, il tenente colonnello Lorenzo Falferi. In platea, nella sede della Lombarda, in viale Piceno, oltre ai vertici dell' associazione, con in testa la presidente Annarosa Racca, molti farmacisti, alcuni dei quali hanno avuto la sventura di trovarsi faccia a faccia con i banditi. Gli assalti in farmacia sono pane quotidiano. Così come le proteste dei farmacisti, che hanno avuto modo di esporre le proprie lamentele a prefetto, questore e comandante dei carabinieri. La controffensiva delle forze dell' ordine non si è fatta attendere (18 arresti nei primi 9 mesi) ed è andata di pari passo con gli incentivi comunali che hanno permesso di «attrezzare» le farmacie contro gli assalti di tossicomani e rapinatori. Il colonnello Falferi ha spiegato che «gli assalti vedono un calo del 39% e che il picco dei colpi avviene nella fascia oraria che va dalle 16 alle 24». «La tecnologia - ha spiegato l' ufficiale - aiuta molto. Un impianto tv adeguato permette agli investigatori di raggiungere il risultato. Ogni rapinatore compie in media una decina di colpi». Ecco perché è molto importante ricordare un tatuaggio, la forma del naso, il profilo della bocca, nei, porri, cicatrici o malformazioni. Il resto è compito dei detective, della loro bravura. Con l' ausilio della tecnologia si può scoprire un rapinatore che si presenta in farmacia con occhiali, parrucca e baffi posticci, o che ha calato in testa un passamontagna.

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