Progetto Codice Argento

Redazione DottNet | 03/02/2009 13:04

Un "Codice Argento" per gli anziani fragili all'interno dei Pronto Soccorso e una rete di servizi di collegamento tra ospedali e territorio coordinata da figure professionali specializzate ("angeli custodi o case manager") nella valutazione delle modalità di intervento più adeguate a rispondere al bisogno di salute di ciascun individuo.

Sono questi i punti-chiave del progetto "Codice Argento", presto in sperimentazione in quattro Regioni italiane, Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia, e finalizzato a ridisegnare l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria dedicata agli anziani fragili ad alto rischio di non autosufficienza.

Il progetto è stato presentato dal Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e dal Professor Massimo Fini, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Paolo Bonaiuti. L'obiettivo della sperimentazione è di garantire agli anziani fragili risposte flessibili, personalizzate, integrate e continuative che tengano conto delle reali necessità e bisogni assistenziali di ciascun paziente, in modo da assicurare un percorso assistenziale e terapeutico controllato e validato, sia nella fase di accesso all'ospedale sia nella fase di dimissione dallo stesso.

La sperimentazione è articolata in tre sottoprogetti:

il primo è caratterizzato dalla formazione del personale coinvolto sia attraverso l'organizzazione di un corso di formazione a distanza, sia attraverso la realizzazione di audit interni;
il secondo sottoprogetto prevede lo sviluppo e la validazione di uno scoring di predizione diagnostica per gli anziani fragili da attuare all'atto del triage del pronto soccorso e da cui discendano interventi personalizzati mirati alla reale situazione del paziente;
il terzo, strettamente correlato al precedente, prevede l'individuazione di un case manager (angelo custode) che sappia correttamente e concretamente individuare il miglior percorso assistenziale per il paziente in fase sub o post acuta con il congruo e corretto coinvolgimento delle strutture di riabilitazione intensiva o estensiva, di lungodegenza, di assistenza domiciliare, di RSA, derivanti dalle reali esigenze del soggetto.
I risultati attesi, supportati da sperimentazioni similari ma non sovrapponibili in altri paesi, riguardano la riduzione della durata della degenza, del tasso di riospedalizzazione, della disabilità e mortalità intraospedaliera e ad un anno dalla dimissione, la riduzione della percentuale di istituzionalizzazione a fronte di un decremento dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale.

Il progetto, della durata di tre anni, inizierà nei primi mesi del 2009, sarà coordinato da un comitato scientifico insediato presso questo Ministero e da un centro coordinatore, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che collaboreranno strettamente con le unità operative delle regioni individuate.
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato