Istituto Gaslini: rimosso angioma cerebrale gigante senza compromettere nessuna funzione in un bambino di 13 anni

Redazione DottNet | 25/03/2009 16:03

Un intervento all’avanguardia nel campo della neurochirurgia pediatrica è stato eseguito da un’equipe multidisciplinare guidata dal professor Armando Cama, direttore dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, per salvare un bambino di 13 anni, al quale era stato recentemente diagnosticato un angioma cerebrale gigante.

L’angioma cerebrale è una malformazione artero venosa congenita, detta MAV, costituita da un intreccio di arterie e vene patologiche, che comunicano tra loro in maniera anomala, formando una specie di “spugna” che causa diversi danni funzionali, in base alla dimensione e alla sua posizione nelle diverse aree del cervello, e può sanguinare improvvisamente portando il paziente che ne è affetto al coma o alla morte.
La patologia può rimanere asintomatica per anni e molto spesso non viene diagnosticata, è difficile stimare la sua incidenza nei bambini: in età pediatrica ha un’incidenza del 5%, tra tutti i bambini che arrivano in ospedale con emorragia cerebrale, la metà dei casi è causata da angiomi, mentre più del 50 % dei bambini che sviluppano un’emorragia avrà forti disabilità neurocognitive e motorie, nel 10% dei casi seguirà il decesso. La mortalità post operatoria è del 2-3 %.
Il bambino operato recentemente presso il Gaslini di Genova, abita e Sorrento con i genitori, e in passato non aveva mai avuto sintomi della sua patologia, finchè nella scorsa primavera all’improvviso è stato colto da un malore, con forte mal di testa e vomito.
“La TAC ha evidenziato la presenza di un angioma gigante superiore ai 5 cm - spiega Andrea Rossi, direttore dell’Unità Operativa Neuroradiologia del Gaslini - e a peggiorare le cose, la posizione della malformazione era tale da compromettere l’uso del linguaggio e della comprensione del piccolo, poiché si trovava alla confluenza tra i lobi occipitale, parietale e temporale sinistro: l’emisfero dominante nel destrimano”.
L’equipe guidata dal professor Cama ha valutato attentamente questo complesso caso, valutando da un lato, nel caso di intervento, il rischio di andare incontro a lesioni gravissime per lo sviluppo e l’integrità intellettiva del ragazzino, e dall’altro il rischio di emorragia fatale. Si è deciso quindi di operare, ma solo attraverso una speciale programmazione di interventi in sequenza, realizzati con tecnologie e modalità innovative.
Sono state quindi eseguite tre diverse procedure endovascolari a distanza di un mese l’una dall’altra, da maggio a luglio 2008, ricorrendo all’embolizzazione dei vasi nutritizi patologici con “colla”.

“In pratica, si introduce un piccolo catetere nell’arteria femorale dell’inguine – spiega Lucio Castellan direttore della Neuroradiologia dell’Az. Ospedaliera San Martino di Genova (che ha partecipato all’intervento in qualità di consulente del Gaslini) - si sale fino dentro al cervello, nelle arterie che nutrono la malformazione e via via si occludono con questa specie di colla liquida che solidificando ottura selettivamente le arterie malate”.
“Solo a questo punto – spiega Armando Cama – dopo le prime tre procedure, ottenuta una buona devascolarizzazione, nel mese di luglio, si è potuto programmare l’intervento di rimozione neurochirurgica”.
L’equipe che ha eseguito l’operazione era composta da 12 esperti tra neurochirurghi, anestesisti e personale infermieristico specializzato, e nelle 10 ore di intervento ha potuto usufruire di un sistema di neuronavigazione d’avanguardia.
“Il sistema si avvale di uno speciale computer in grado di rielaborare i dati acquisiti precedentemente da TAC e Risonanza magnetica – chiarisce Cama - e consente una programmazione e un controllo di grande precisione, al fine di evitare danni irreparabili alle strutture sane circostanti”.
Grazie all’esperienza dell’equipe e alla tecnologia sofisticatissima impiegata nelle diverse fasi dell’intervento si è riusciti ad asportare completamente l’angioma gigante, senza compromettere minimamente il linguaggio e la motilità della parte destra del corpo.
Il controllo eseguito dopo 6 mesi con angiografia ha mostrato la completa guarigione del bambino, che attualmente sta dismettendo progressivamente anche la necessaria terapia contro le convulsioni epilettiche.
Il professor Armando Cama, genovese, ha dedicato la sua carriera allo sviluppo dell’Unità Complessa di Neurochirurgia Pediatrica dell'Istituto Gaslini, dove lavora dal 1977, e della quale è diventato direttore nel 2002. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche nella letteratura nazionale ed internazionale, ha eseguito più di 5000 interventi chirurgici di neurochirurgia pediatrica.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato