Per la chirurgia ambulatoriale anestesia senza specializzazione

Redazione DottNet | 25/04/2009 16:08

In tema di esercizio abusivo di una professione, ex articolo 348 c.p., l'iscrizione all'albo abilita il medico chirurgo allo svolgimento non solo delle attività professionali sanitarie principali, ma anche a quelle ausiliarie, per le quali non è richiesto dalla legge il possesso di un apposito diploma o specializzazione.

Il caso al vaglio della Corte parte dall''indagine istruttoria, compiuta a seguito di un esposto presentato dalla ex dipendente di uno studio medico, in cui era stata riscontrata l'esistenza di una attività di somministrazione di anestesia locale per la realizzazione di interventi di chirurgia plastica a livello ambulatoriale, in assenza in capo al medico responsabile del requisito della specializzazione in anestesia.

La Cassazione spiega come "la rapida evoluzione delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche registrati negli ultimi decenni ha comportato lo spostamento di alcuni settori dell'operatività chirurgica al di fuori degli ospedali pubblici e consentito la distinzione tra quegli interventi, che per la loro natura e complessità - interventi di anestesia generale (narcosi) - non possono non essere effettuati se non in regime ospedaliere e interventi chirurgici o procedure diagnostiche a bassa complessità o invasività o seminvasive, praticabili, senza ricovero, in studi medici, ambulatori privati in anestesia locale o in sedo-analgesia.

Per i primi provvede la Legge 9 agosto 1954, n. 653 citata nel provvedimento impugnato, che non può non riferirsi ai medici chirurghi in ambito ospedaliero, unica sede in cui gli interventi in anestesia generale, possono praticarsi, onde, al di fuori di tale ambito, incorre nel reato il professionista che eserciti tale tipo di anestesia.

Per i secondi in assenza di una disciplina legale regolatrice, soccorrono i provvedimenti amministrativi che disciplinano i livelli di sicurezza per l'esercizio delle attività di chirurgia ambulatoriale, le autorizzazioni dell'ASL competente e gli accordi collettivi di categoria, acquisiti agli atti di causa, dai quali si evince che l'uso di sostanze anestetiche per infiltrazioni locali e loco-regionali è tecnica consolidata e consentita a tutti i laureati in medicina e chirurgia, pur se non specialista in anestesia e rianimazione, e a maggior ragione quindi a tutti gli specialisti in area chirurgica".
 

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