Terza età in salute - Vivere a lungo ammalandosi meno

Geriatria | Redazione DottNet | 23/07/2009 10:24

La cura delle patologie dell’invecchiamento e l’assistenza sono i temi al centro del dibattito del 9° convegno annuale ideato e promosso da Salute-la Repubblica e organizzato da Somedia dedicato alla Terza Età si svolgerà giovedì 22 ottobre dalle 9 alle 18 al Centro Congressi Roma Eventi-Piazza di Spagna in via Alibert 5/A.

Negli ultimi anni i progressi della medicina, soprattutto nella cura delle malattie cardiovascolari e dei tumori, hanno contribuito ad allungare la vita media degli italiani. Quello che conta davvero non è l’immortalità ma vivere più a lungo, ammalandosi meno. La ricerca medico-scientifica punta prima di tutto a curare i mali che accorciano o rovinano la vita e che spesso hanno anche un forte impatto sociale.
Pensiamo ad esempio all’osteoporosi. La compromissione della resistenza dell’osso, negli anziani – spiega il prof. Salvatore Minisola dell’Università La Sapienza di Roma che interverrà al convegno – predispone ad un aumento del rischio di fratture soprattutto delle vertebre e del femore che comportano disabilità, riduzione della qualità della vita e aumento dei costi sanitari, sociali ed economici. Non sempre infatti viene riacquistata l’autosufficienza. E tante persone richiedono cure a lungo termine, assistenza continua e spesso il ricovero in case di riposo.
Ma non dimentichiamo malattie come la fibrillazione atriale, di cui parlerà a Terza Età il prof. Claudio Tondo direttore della cardiologia 2 del Sancamillo Forlanini di Roma, che è il disturbo cardiaco più frequente nella popolazione sopra i 70 anni, soprattutto tra gli uomini. Ed è la prima causa dell’ictus.
Oppure patologie come la degenerazione maculare senile, su cui interverrà la professoressa Monica Varano della Fondazione Bietti, una malattia progressiva che costituisce la maggiore causa di cecità nei pazienti con più di 60 anni di età. E alcune forme tumorali che colpiscono in maniera più forte gli anziani. Il cancro del colon retto, ad esempio, di cui parleranno il professor Roberto Labianca degli Ospedali Riuniti di Bergamo e il professor Giuseppe Tonini dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il cancro del colon retto è il terzo tumore maligno per incidenza e mortalità. La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, è sempre più frequente a partire dai 60 anni e raggiunge il picco massimo verso gli 80 anni.
E’ facile comprendere quindi come le patologie dell’invecchiamento rappresentino dal punto di vista sociale un evento spesso drammatico. Ai costi per il trattamento in fase acuta della malattia, si aggiungono quelli legati alla riabilitazione e quelli, non meno importanti, spesso a carico delle famiglie, necessari per l’assistenza a un paziente cronico, molto spesso disabile.
A che punto è la ricerca medica per la prevenzione e la diagnosi precoce? Quali sono le terapie innovative e mirate per la cura di queste patologie? Quali le novità dei farmaci biologici e della personalizzazione dei trattamenti?
Al convegno intervengono tra gli altri relatori sui temi sociali e politici legati alla terza età il direttore di Repubblica Ezio Mauro, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, il presidente della Conferenza Regioni e Province Autonome Vasco Errani, il direttore del Censis Giuseppe Roma, il professor Roberto Bernabei, past-president Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, la psicologa e psicoterapeuta Roberta Giommi dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze, Paola Guerci presidente Movimento delle Donne di Roma, il presidente nazionale di Auser Michele Mangano e il professore di immunologia Claudio Franceschi dell’ Università di Bologna.

 

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