Reflusso gastroesofageo: il pediatra colpiti un bimbo su 10 con dopo gli 8 anni, ma è più difficile individuare il problema

| 04/11/2009 13:06

esofago malattie-da reflusso sigenp stomaco

Il reflusso gastroesofageo non risparmia i bambini. Dopo gli otto anni oltre uno su 10 può avere una malattia da reflusso. Un disturbo che riguarda anche i bimbi più piccoli, colpiti nel 5% dei casi. Ma per loro è più complicato individuare il problema perché difficilmente sanno indicare i sintomi. A fare il quadro di questa malattia in età pediatrica è Claudio Romano, pediatra dell'università di Messina che ha partecipato a un incontro sul tema al congresso della Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), che si terrà a breve presso i Giardini Naxos (Me).

Il reflusso gastroesofageo, ricorda l'esperto, è un problema importante in pediatria "anche se oggi gli esperti preferiscono non parlare di 'reflusso' ma di 'patologie acido-correlate', che indicano un'ampia variabilità di condizioni cliniche". Al di là delle definizioni tecniche, però, restano i dati allarmanti. "Nei bambini sopra gli otto anni il problema riguarda l'8-12% della popolazione". Meno colpiti i più piccoli, il 5% tra 1 e 7 anni, mentre sotto l'anno d'età il problema riguarda soprattutto i bimbi a rischio, ovvero cerebrolesi oppure quelli che hanno subito interventi chirurgici allo stomaco (uno ogni 8 mila nati) o all'esofago.

E l'età influisce anche sulle possibilità di diagnosi. "Il bambino con più di 8 anni - spiega Romano - sa meglio definire i sintomi, sa dunque spiegare di avere bruciore o dolore di stomaco, nausea. Più problematica la situazione per i più piccoli che si lamentano di meno, non sanno indicare cosa fa loro male". In questo caso sta ai genitori e al pediatra individuare il problema. "Sintomi, come il rigurgito - prosegue Romano - sono un campanello d'allarme quando interferiscono con la qualità della vita. Il sospetto nasce se il bambino interrompe la sue normali attività, il gioco, la frequenza scolastica, il sonno o rifiuta il cibo. Questi per noi sono criteri che fanno sospettare una patologia organica. Non sempre, quindi, il rigurgito è un segnale significativo se non è legato a queste altre
'spie'".