Industria: aziende, più difese contro paesi emergenti e no a licenze obbligatorie.

Aziende | Redazione DottNet | 04/11/2009 15:42

Documenti approvati durante IPLS di Roma

Uno sforzo politico e diplomatico, facendo leva sulla Commissione Europea, per affrontare, in primis, la situazione di quattro paesi: Cina, Turchia, Brasile e India; un'integrazione 'concentrica' fra l'associazione delle industrie farmaceutiche europee (Efpia) e le strutture 'sorelle' americane (Phrma) e giapponesi (Jpma), per una strategia comune di protezione dei dossier registrativi; una forte opposizione alle 'licenze obbligatorie' imposte da alcuni Stati, che obbligano le aziende originatrici a concedere la licenza di produzione e commercializzazione di un dato medicinale ad un'azienda locale. Infine, il consiglio di orientare gli sforzi della ricerca sui farmacioriginali della biotecnologia, perché la produzione è più protetta e nei Paesi emergenti a oggi non esiste alcun prodotto biotech, non essendoci ancora le condizioni strutturali e il know how per avviarne la produzione. Queste le quattro priorità d'azione approvate dagli esperti riuniti a Roma per il IX° International Pharma Licensing Symposium.
L'obiettivo dell'incontro capitolino - ricorda una nota - è stato quelli di capire come bloccare la crescente diffusione di medicinali contraffatti e di copie non garantite che, dopo i mercati del terzo mondo, stanno invadendo anche quelli dei paesi industrializzati. Gli oltre 300 rappresentanti dell'industria farmaceutica ed esperti riuniti hanno dunque approvato una serie di documenti che identificano quattro linee di azione prioritarie per garantire la sicurezza dei prodotti in commercio e del mercato. Ma anche la 'certezza del diritto' indispensabile a stimolare le aziende nel continuare a ricercare nuove soluzioni alle sfide che la medicina pone ogni giorno.

 

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