Iperfosfatemia: emodialisi ed emofiltrazione a confronto

| 05/11/2009 15:09

L’iperfosfatemia è il primo fattore di rischio nei pazienti con insufficienza renale grave. La clearance del fosfato nella tradizionale emodialisi effettuata tre volte a settimana è inadeguata per i pazienti che seguono un alimentazione ricca di proteine.

Lo studio, condotto dal Centro di Nefrologia del “Royal Free Campus” a Londra, ha analizzato se il controllo della concentrazione del fosfato potesse essere migliore aggiungendo una clearance connettiva all’emofiltrazione. Sono state analizzate le concentrazioni di calcio e fosfato in 5366 pazienti di cui 4515 sottoposti ad emodialisi e 851 ad emofiltrazione. I due gruppi erano simili per età, sesso e durata della dialisi. La concentrazione sierica di fosfato era più bassa nel gruppo trattato con emofiltrazione (1.42 +/- 0.61 mmol/l) rispetto al gruppo sottoposto ad emodialisi (1.53 +/- 0.53 mmol/l; P < 0.001), così come il rapporto calcio-fosfato (3.31 +/- 1.53 rispetto a 3.5 +/- 1.33 mmol(2)/l(2), rispettivamente; P < 0.001) confrontato ad un più breve trattamento (3.68 +/- 0.44 rispetto a 3.92 +/- 0.49 h; P < 0.001).Le concentrazioni dell’ormone paratiroideo erano simile tra i due gruppi. Questi dati evidenziano che l’emofiltrazione consente un migliore controllo della concentrazione del fosfato rispetto all’emodialisi.

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