Omeopatia, la legge mette a rischio la sopravvivenza delle aziende

| 05/11/2009 20:07

aifa farmaci medicina omeopatia medicina professione sanità-pubblica

Norme non ancora attuate, blocco dell'immissione di nuovi farmaci sul mercato, carenza di esperti del settore nelle commissioni tecniche, mancanza di informazioni specifiche e impossibilità di detrazione fiscale dei medicinali.

E' questo il quadro poco edificante che regola il mercato omeopatico secondo Omeoimprese, l'associazione italiana che rappresenta il 90 per cento delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici che questa mattina, nel corso di un convegno al Senato, ha provato a tracciare il quadro della situazione. Da un lato, dunque, un mercato in crescita, con un incremento di pazienti cresciuto negli ultimi 15 anni del 65 per cento, dall'altro, invece, un ''blocco normativo che va avanti da 15 anni'' e che frena ricerca i investimenti. Dal 2006, infatti, è in vigore in Italia il decreto legislativo n. 219 che, recependo una direttiva comunitaria, considera gli omeopatici farmaci a tutti gli effetti. Per l'attuazione della legge, però, precisa l'associazione, occorre che l'Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) predisponga gli appositi modelli per la registrazione dei medicinali, necessaria per la loro immissione sul mercato. ''Il regime transitorio della legge oggi permette la vendita dei soli omeopatici presenti sul mercato dal 1995, farmaci che devono comunque essere registrati entro il 2015 - spiega Fausto Panni, Presidente di Omeoimprese - ma dei tre moduli necessari per la registrazione, l'Aifa ne ha rilasciato solo uno, per giunta non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale''. A tre anni dal dlgs del 2006, quindi, per Panni ''non è ancora possibile inserire nuovi farmaci sul mercato e ciò impedisce di fatto la programmazione di investimenti da parte dell'industria del medicinale omeopatico e antroposofico. Un vero blocco dell'intero settore produttivo, di fatto fermo da 15 anni, nonostante la crescita del mercato''. Omeoimprese chiede in proposito ''l'istituzione di un nuovo tavolo di lavoro sull'argomento alla presenza di tecnici esperti del settore industriale omeopatico e antroposofico'', e sottolinea altri due aspetti da non trascurare: ''l'assenza del foglio illustrativo e norme chiare sull'emissione dello scontrino fiscale'', così da non danneggiare i cittadini al momento esclusi dalla detrazione fiscale dei prodotti omeopatici.