Censis, i direttori generali si dicono limitati dalla politica

| 12/11/2009 19:59

Oltre il 63% dei direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere (Ao) dice di avere una sovranità limitata a causa della politica. In particolare, il 44% dei dirigenti del Nord pensa che le decisioni siano il risultato di una pluralità di idee, mentre al Sud prevale il richiamo a vincoli politici e finanziari (55,6%) o a una normativa molto stringente (44,4%).

Sono i risultati del Forum ''Sanità e politica. Quale rapporto?'', organizzato da Il Bisturi e Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), che si è tenuto a Roma e al quale ho partecipato. forum è servito anche a fotografare la situazione dei direttori generali in Italia, grazie ad una ricerca del Censis in collaborazione con la Fiaso. In totale sono 38.000 i manager e i responsabili di struttura del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), di cui 180 i direttori generali e 102 i direttori di Ao. Dai risultati del Censis è emerso che il 61% dei direttori generali di Asl o di aziende ospedaliere ha esperienze pregresse in ambito medico-sanitario, il 23,5% in ambito economico e circa il 16% in politica. Per quanto riguarda i problemi del sistema sanitario, i direttori generali intervistati indicano la ridotta strutturazione della medicina del territorio (70%), le poche risorse rispetto ai fabbisogni reali (70%), la poca attenzione alla cultura e alla pratica manageriale (36%), l'eccesso di ospedali rispetto ai bisogni assistenziali attuali (34%). Per migliorare l'offerta sanitaria viene proposta l'attivazione di un confronto verificabile e trasparente delle performance dei vari provider (66%) e la costruzione di un sistema organico per la diffusione e il trasferimento delle best practice
Per far prevalere il merito nella scelta di direttori generali e primari del servizio sanitario pubblico e uscire dalle tradizionali dinamiche che governano il rapporto tra politica e sanità la soluzione ''è quella di puntare sui sistemi di valutazione. E su questo c'è condivisione tra Governo e Regioni''. Lo afferma il vice ministro della Salute Ferruccio Fazio ''La valutazione delle prestazioni sul territorio - ha spiegato in proposito Fazio - è il punto fondamentale, perchè laddove esistono criteri oggettivi, la politica può prendere le sue decisioni ma all'interno di paletti precisi''. Sistemi di valutazione, ha poi aggiunto il vice ministro, che ''siano sia indici oggettivi di valutazione, ma anche indici di soddisfazione dell'utente''.
 

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