Cgil, il bastone-Brunetta non funziona con i medici

Silvio Campione | 16/11/2009 19:59

Il ''bastone'' del ministro Brunetta per i medici pubblici ''non funziona''.

Lo afferma il segretario nazionale FP-CGIL Medici Massimo Cozza, sottolineando che l'entrata in vigore da ieri del decreto 150/09, attuativo della cosiddetta riforma Brunetta, ''determina nuove vessazioni anche per i medici, i veterinari e i dirigenti del servizio sanitario nazionale, nonostante le limitazioni dovute all'autonomia regionale in sanità''. ''La rilegificazione del rapporto di lavoro - spiega Cozza - rimette nelle mani delle amministrazioni, attraverso norme fissate in modo autoritario e non più modificabili nel contratto, scelte fondamentali per il funzionamento dei servizi, per le valutazioni, per le carriere e le retribuzioni dei dirigenti medici, rendendo ancora più stretto il rapporto tra politica e gestione nella sanità pubblica. Decide in esclusiva l'azienda, con la sola informativa ai sindacati ove prevista, l'organizzazione dei servizi e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro''. Secondo Cozza, ''la logica autoritaria e punitiva trova però il suo apice negli articoli, scritti in modo minuzioso, sulle svariate ed inasprite sanzioni disciplinari: sospensioni, privazioni della retribuzione, licenziamenti, reclusioni e ammende. Un vero e proprio codice arbitrario, non impugnabile a livello contrattuale a dispetto dello Statuto dei Lavoratori''. ''E' giusto valutare, sanzionare e premiare - conclude il dirigente sindacale - ma il fine e' far funzionare meglio il servizio sanitario. E questo si fa con la condivisione e la partecipazione di chi vi opera, tenendo conto anche del giudizio dei cittadini. Non usando il bastone o puntando il fucile''.

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