Menopausa: transizione e cambiamenti neuroendocrini

Ginecologia | Redazione DottNet | 17/11/2009 15:54

Con l’avvicinarsi della menopausa, il corpo della donna si trova a dover affrontare una sorta di terremoto ormonale, con un crollo netto dei livelli ormonali femminili, in primo luogo estradiolo e derivati: «Dopo ben 30-40 anni di abitudine agli ormoni femminili, il sistema nervoso centrale ne viene privato e si generano tutti quei sintomi che, tra perimenopausa e menopausa, vanno aumentando: vampate, sbalzi d’umore, ansia, e anche disturbi legati ai fenomeni di ossidazione» ha spiegato Genazzani, Professore Associato di Ginecologia e Ostetricia, Università di Modena e Reggio Emilia, durante il I Congresso Internazionale di Medicina Predi-Preventiva e Rigenerativa, svoltosi in questi giorni a Milano presso l’Università della Terza Età.

Genazzani ha dichiarato che la strategia per affrontare al meglio questi cambiamenti fisiologici, è la terapia ormonale sostitutiva, che deve, però, essere personalizzata e cominciata al momento giusto, senza aspettare troppo tempo dopo la comparsa della menopausa.
Nel caso in cui la terapia ormonale classica non possa essere utilizzata, per la presenza di altre patologie incompatibili, si può far ricorso a scelte alternative, ampiamente descritte durante il congresso: «Per esempio, esistono estratti di alcune alghe che si sono dimostrati molto utili, specialmente per preservare le funzionalità del cervello».
Sempre in ambito di ormoni e menopausa, è intervenuto al congresso, il dottor Walter Pierpaoli, Specialista in Cardiologia ed esperto in neuroimmunomodulazione, il quale ha focalizzato la propria attenzione sulla melatonina, sostanza prodotta dall’ipofisi i cui livelli notturni diminuiscono progressivamente nel corso dell’invecchiamento. «La diminuzione dei livelli di melatonina è un segnale che indica l’inizio dell’invecchiamento programmato dell’ipofisi, la ghiandola che controlla la ciclicità ovarica e quindi la progressiva estinzione del periodo fertile della donna» chiarisce Pierpaoli. In altre parole, è questo uno dei segnali principali che annuncia l’arrivo della menopausa. In base ai dati di uno studio condotto su 150 donne, Pierpaoli ha dimostrato che la somministrazione di melatonina porta a un recupero delle funzioni di ipofisi e tiroide, spingendo verso una regolazione ormonale di tipo giovanile. «Attenzione però: il recupero ormonale più significativo si ottiene quando la melatonina viene assunta prima che il processo di declino dell’ipofisi abbia inizio» ha concluso Pierpaoli.

 

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