I nuovi ormoni alleati delle donne

| 17/11/2009 16:08

professione sanità-pubblica sindacato Snami onaosi

La vasopressina, l’ossitocina, l’IGF1, la melanotan II e l’aldosterone sono i nuovi alleati delle donne nella lotta continua all’invecchiamento.

«Il buon invecchiamento è legato soprattutto agli ormoni che da anni si occupa di medicina anti-aging, facendo particolare attenzione agli aspetti ormonali - e, più in particolare, viene ostacolato dalla diminuzione dei livelli di alcune di queste molecole, processo che avviene fisiologicamente con il passare del tempo» ha dichiarato Thierry Hertoghe, Presidente EAQUALL, coordinatore scientifico Anti-Aging Medical Therapeutics della Università di Charleroi (Belgio), durante il I Congresso Internazionale di Medicina Predi-Preventiva e Rigenerativa, svoltosi in questi giorni a Milano presso l’Università della Terza Età.
Per contrastare il calo ormonale, sono state studiate strategie innovative, con un solo principale obbiettivo: colmare i vuoti lasciati dalle diminuzioni fisiologiche di ormoni. La novità rispetto alle vecchie terapie ormonali sta nel fatto che si utilizzano molecole del tutto nuove per la medicina anti-aging. Tra queste la vasopressina, che causa ritenzione idrica e sembra l’alleato ideale per migliorare l’aspetto della pelle del volto, distendendo i tessuti e riempiendo solchi e segni del tempo, e il melanotan II, un derivato sintetico dell’MSH (l’ormone che stimola i melanociti) che aiuta a controllare le infiammazioni e sostiene l’abbronzatura.
Molto importanti anche l’aldosterone, che potrebbe dimostrare potenzialità incoraggianti anche nel ridurre o curare la presbiacusia e l’ipotensione, e l’ossitocina, la sostanza che aiuta le donne a raggiungere l’orgasmo e determina il loro attaccamento alla famiglia: dati i suoi effetti benefici su calma e rilassamento muscolare potrebbe rappresentare un valido supporto, per rendere meno dolorose patologie come la fibromialgia, ma anche per combattere il sovrappeso, grazie alla sua capacità di ridurre l’appetito.
Il vero e indiscusso protagonista delle nuove terapie ormonali anti-aging è, però, l’ IGF-1. «Con l’ormone della crescita, rappresenta una delle molecole più efficaci nel proteggere l’organismo dai danni del tempo che passa» afferma Hertoghe. Infatti, bassi livelli di questo ormone sono risultati associati, per esempio, a maggior rischio di aterosclerosi, malattie cardiache e diabete.