Dompè: sostegno alla ricerca per combattere la crisi

| 18/11/2009 15:56

Le imprese del farmaco chiedono sostegno per ricerca e innovazione e prospettive di medio-lungo termine per garantire competitività internazionale al settore, anche rispetto agli altri Paesi Europei.

 E' questa la richiesta che il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, avanza davanti alla commissione Industria del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla condizione competitiva delle imprese industriali italiane. ''Per questo - aggiunge Dompè - è fondamentale incentivare la Ricerca e Sviluppo prevedendo il potenziamento su un orizzonte ampio (almeno 10 anni) del credito d'imposta di cui va ripristinato l'automatismo. Così come sono necessari interventi a tutela della proprietà intellettuale e del marchio determinanti per la ricerca''. Per il presidente di Farmindustria ''va riconosciuto infatti il valore dell'innovazione, sia di quella che determina grandi salti nelle sia di quella incrementale, ma va anche garantita una omogenea ed equa disponibilità dei prodotti innovativi per i pazienti su tutto il territorio nazionale attraverso lo snellimento delle procedure burocratiche e amministrative''. Misure, prosegue Dompè, che possono permettere al settore farmaceutico ''di affrontare il periodo di crisi economica e di trasformazione strutturale del settore a livello mondiale''. In proposito il presidente ricorda i dati di uno studio del Cergas, secondo il quale l'occupazione del settore risulta in discesa negli ultimi due anni del 7 per cento rispetto al 2,9 per cento dei principali Paesi europei, così come gli investimenti in ricerca e produzione, che da una crescita del 5 per cento nel 2007 sono scesi ad una del 2 per cento nel 2008''. Le imprese, sottolinea Dompè in conclusione, ''non chiedono sconti ma stabilità del quadro normativo e certezze delle regole. L'industria del farmaco esporta il 53 per cento delle propria produzione e sviluppa innovazione in oltre 200 progetti di ricerca italiani con 136 prodotti biotech in fase clinica. Una realtà quindi capace di contrastare la congiuntura negativa e continuare ad investire anche in un quadro che vede la spesa farmaceutica convenzionata pro-capite in Italia più bassa che in altri Paesi, con 188 euro contro i 265 euro della media Ue''.

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