Dall’Africa tornano le malattie scomparse

| 19/11/2009 20:31

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Malattie 'di ritorno' dall'Africa: ovvero, patologie ormai scomparse in Occidente, o in altri casi sconosciute, che dal 'continente nero', dove invece sono endemiche, in misura crescente invertono la rotta per tornare verso i paesi sviluppati.

Un fenomeno ''preoccupante'' sul quale punta i riflettori il direttore generale dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), Aldo Morrone, che avverte:''E' fondamentale investire nella sanità di queste aree e, soprattutto, studiare come tali malattie nascono e si sviluppano nelle aree di origine, formando anche operatori occidentali in loco, per poi poter meglio contrastare tali patologie nei nostri paesi''. Anche per questo, l'Inmp organizza la terza edizione del Congresso internazionale 'Dermatological care for all: common deseases for neglected people', che si svolgerà ad Addis Abeba e Mekele, in Etiopia, dal 24 al 27 novembre, e vedrà la presenza di esperti e medici da tutto il mondo. ''C'è un aumento anche in Europa - spiega Morrone - delle cosiddette patologie emergenti e riemergenti, come la tbc, la malaria o la sifilide, e di altre malattie meno note come la leishmaniosi, che colpisce nel mondo 300mila persone l'anno, o l'oncocerchiasi (che provoca la cecità) che colpisce annualmente 90.000 persone''. Quindi, afferma l'esperto, ''la conoscenza del come si diffondono tali malattie in queste aree è fondamentale per garantire anche la salute dei cittadini in Europa''. Ma come avviene il 'rientro' di queste malattie in Occidente? ''Con l'immigrazione ma anche con i viaggi e le merci che si muovono''. Un esempio? ''Le merci - sottolinea Morrone - stanno portando le zanzare anofele in Europa, causa di varie malattie, all'interno delle cabine pressurizzate degli aerei, per cui molti europei si ammalano ad esempio di malaria senza però essersi mai allontanati dall'Europa''. Obiettivo del ''nostro congresso in Africa - afferma l'esperto - è dunque anche quello di studiare come varie malattie nascono, si diffondono o si nascondono nei paesi di origine. Inoltre - avverte - anche la formazione dei nostri medici infettivologi dovrebbe essere fatta direttamente in questi paesi, perchè solo così si può avviare una radicale azione di contrasto''. In Etiopia, l'Inmp è presente con l'Italian Dermatological Center (Idc) di Makale, punto di riferimento per un'area di 54mila km quadrati con quasi cinque milioni di abitanti. Un nuovo ospedale specializzato in malattie infettive, in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e l'Ospedale Forlanini di Roma, sarà inaugurato dall'Inmp nei giorni del Congresso a Makale.