Usa, nuove linee guida per i tumori: meno pap test

| 20/11/2009 19:53

oncologia

Dopo le mammografie rinviate, arrivano dagli Usa nuove linee guida sui Pap test: secondo l'American College of Obstetricians and Gynecologists vanno fatti meno spesso e cominciati più tardi.

Le nuove linee guida suggeriscono che il Pap test - considerato dagli anni Quaranta lo strumento numero uno per la diagnosi precoce dei tumori all'utero - non va fatto prima dei 21 anni e in ogni caso lo screening annuale e' eccessivo. Le donne sotto i 30 anni dovrebbero ricevere il test ogni due anni, non annualmente, mentre per quelle sopra i 30 anni lo screening dovrebbe avvenire a ritmo triennale. Le nuove linee guida non si applicano alle donne ad alto rischio e tuttavia, a pochi giorni dalle raccomandazioni per la riduzione delle mammografie, hanno suscitato una nuova ondata di critiche e polemiche. C'è chi ha suggerito che sia in atto una strategia per ridurre la prevenzione anti-cancro per le donne. ''Si tratta di una sfortunata coincidenza'', ha detto Cheryl Iglesia, presidente della commissione che ha sviluppato in nuovo indirizzo: il gruppo aggiorna periodicamente le proprie raccomandazioni e le linee guida sui Pap test erano allo studio ''ben prima che il piano di riforma sanitaria di Barack Obama venisse alla luce''. Secondo il New York Times, che in un editoriale da' ragione alla commissione che ha ridotto la frequenza e il numero delle mammografie, c'è una rivoluzione in atto nella lotta ai tumori: ''La scienza della medicina ha dichiarato guerra al consumismo medico degli americani, convinti che più test si fanno e meglio è, e che salvare una vita vale qualsiasi sacrificio''. La Iglesia ha spiegato che nel caso del Pap test, soprattutto per le pazienti più giovani, uno screening eccessivo può fare più male che bene. Nelle ragazze più giovani anomalie della cervice possono sembrare spesso precancerose ma nella maggior parte del caso guariscono da sole. Quando però il test le individua i medici le rimuovono con una pricevura chirurgica che può ledere la cervice e provocare problemi più avanti negli anni durante la gravidanza. E tuttavia le polemiche sono state dure a morire in un establishment medico che per decenni ha propagandato il vangelo della diagnosi precoce come panacea di lunga vita: ''E' difficile per medici e pazienti accettare il concetto che più test possono essere nocivi alla salute'', ha osservato Sheila Rothman che insegna medicina a Columbia: ''Con il dibattito sulla riforma in corso, la gente tende a pensare che meno screening equivalgano a un razionamento''.