Nas, sequestrati depositi di farmaci. Dompè: bene i controlli

| 20/11/2009 20:05

Il sequestro di 10 strutture tra depositi all'ingrosso di farmaci, studi odontoiatrici ed ambulatori fisioterapici, per un valore di diversi milioni di euro e la denuncia di 34 persone per esercizio abusivo della professione sanitaria e quattro per attivazione di ambulatori medici non autorizzata.

E' questo il risultato di una serie di operazioni dei carabinieri dei Nas svolte negli ultimi 10 giorni. La maggior parte delle irregolarità sono relative a falsi odontoiatri. Sono sette, infatti, i casi di odontotecnici che si spacciavano per dentisti e in sei casi, l'esercizio abusivo e' stato agevolato da medici titolari degli ambulatori compiacenti, che sono stati denunciati a loro volta. In particolare i Nas di Ancona hanno individuato in provincia di Macerata 12 operatori di una casa di riposo che somministravano medicinali e praticavano iniezioni di insulina agli anziani ospiti della struttura, pur non avendo le necessarie qualifiche. Tra le altre irregolarità riscontrate dai Nas di Genova, Catanzaro e Bari: tre falsi fisioterapisti e infermieri di origine extracomunitaria. Infine, scoperto dai NAS di Firenze in provincia di Prato un deposito all'ingrosso di farmaci cinesi non registrati in Italia e destinati alla distribuzione gestito da tre cittadini cinesi. ''Sono particolarmente grato al Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) per il loro continuo impegno nella lotta contro la contraffazione dei farmaci''. Lo afferma il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè , sottolineando come da tempo le imprese del farmaco chiedano ''meno leggi e più controlli''. L'operazione, coordinata congiuntamente da Interpol e dalla task force dell'OMS, sottolinea Dompè, ''ha portato alla chiusura di ben 72 siti attraverso i quali avveniva la vendita di farmaci contraffatti o illegali''. ''Desidero quindi ringraziare le Forze dell'Ordine - prosegue il presidente di Farmindustria - per l'importante lavoro svolto e per i risultati ottenuti in difesa dei cittadini e delle aziende''. Da tempo, conclude Dompè, ''le imprese del farmaco chiedono meno leggi e più controlli per migliorare la qualità del Servizio Sanitario Nazionale ed evitare truffe e sprechi in un'area così delicata come è quella della salute''.

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