Da Repubblica: Liste d' attesa, la Regione rilancia 'Dal 2010 prenotazioni in farmacia'

| 21/11/2009 12:43

LA LOMBARDIA è pronta ad abbattere ulteriormente le liste di attesa per esami e visite specialistiche negli ospedali con l' introduzione della prenotazione nelle farmacie a partire dal 2010.

 Con l' obiettivo di estenderla anche ai medici di base. I tecnici del Pirellone, infatti, stanno per adottare un nuovo software per riunire in rete specialisti, farmacie e centri di cura. La conferma arriva dalla direzione generale dell' assessorato regionale alla Sanità: mentre l' assessore regionale Luciano Bresciani annuncia che, a breve, il Pirellone pubblicherà sul suo sito la classifica dei tempi di attesa per i principali esami nei più importanti ospedali della cittàe dell' hinterland. Tra cui il Fatebenefratelli, il Buzzi, il Bassini, l' ospedale di Sesto, il Cto, il Gaetano Pini, Niguarda, il Policlinico, il Sacco, il San Paolo e il San Carlo. «Vogliamo che sia il cittadino a poter scegliere direttamente la struttura dove i tempi di attesa sono più brevi - spiega Bresciani - Il fatto che un ospedale sia stato accreditato è di per sé già una garanzia, ma è opportuno introdurre un meccanismo virtuoso che metta in concorrenza le strutture per eliminare le criticità da correggere. Potrà capitare che alcuni flussi di richieste si spostino da un ospedale all' altro e cambino la classifica, ma è giusto semplificare le procedure. Anche il meccanismo più efficiente, ogni tanto, ha bisogno di essere migliorato». Positiva ma prudente la reazione dell' opposizione di centrosinistra. «Prendiamo atto che l' assessore Bresciani non nasconde l' esistenza del problema - commenta il capogruppo del Pd in Regione, Carlo Porcari - La prenotazione dalle farmacie è certamente una novità positiva, ma ricordo che questa promessa è stata fatta quattro anni fa. Quanto alle classifiche online non credo siano di facile consultazione per un anziano. Piuttosto sarebbe meglio che la Regione legasse il premio di produzione dei direttori generali alla riduzione delle liste di attesa». Dello stesso avviso Emilio Didonè, della Funzione pubblica della Cisl: «Provare a trovare strade diverse per risolvere un problema è sempre positivo. Ma mi preoccupa il fatto che la maggior parte dei pazienti che hanno bisogno di queste prestazioni siano anziani, che non credo abbiano molta familiarità con l' informatica. Inoltre, spesso già oggi le liste pubblicate dagli ospedali non sono sempre affidabili». Elena Lattuada, della Cgil sanità, va oltre. E accusa: «Nel testo unico della sanità, oggi all' esame della commissione regionale prima del voto dell' aula, viene ignorata la legge 15 del 1989 che ha introdotto il Cup, centro unico di prenotazione. Senza più alcun riferimento normativo la Regione potrebbe chiuderlo da un giorno all' altro. Siamo sconcertati e speriamo si tratti solo di una svista». Pronta la replica della direzione generale della sanità lombarda, che comunque prende tempo. «Se c' è un errore - fanno sapere dagli uffici - rimedieremo. In ogni caso un testo unico non può per definizione introdurre innovazioni, ma solo raccogliere le norme esistenti. Anche se fosse, la legge non produrrebbe alcun effetto sull' attività del centro di prenotazione. Nessuno pensa di chiudere i Cup».

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