Chirurgia per trattare il diabete di tipo II

| 24/11/2009 09:42

Favorire l'utilizzo e l'approfondimento dello studio della chirurgia gastrointestinale come trattamento del diabete di tipo II, quello non dipendente dall'insulina.

A parlarne, nell'ambito del Summit mondiale di chirurgia del diabete che si è svolto all'Università Cattolica di Roma, sono stati 50 scienziati e medici esperti. La dichiarazione di consenso rilasciata dopo l'incontro è stata pubblicata online sul sito della rivista Annals of Surgery. Al momento la chirurgia gastrointestinale è consigliata solo per il trattamento dell'obesità grave per persone che hanno un indice di massa corporea superiore a 35, mentre, in base alle linee guida del National Institutes of Health (Nih) americano, la chirurgia per il trattamento del diabete avrebbe bisogno di ulteriori studi. Dall'incontro che si è svolto a Roma, però, è emerso che sono in realtà molte già le evidenze scientifiche che giustificherebbero un'operazione chirurgica per trattare chi soffre di diabete di tipo II. Sull'articolo pubblicato sugli Annals of Surgery, infatti, sono riassunte le evidenze che dimostrano come la chirurgia possa efficacemente far regredire il diabete di tipo II in soggetti obesi anche in un paio di settimane o qualche giorno. ''Guardando sempre alla sicurezza del paziente - ha dichiarato Francesco Rubino, professore alla Cornell University di New York, Stati Uniti - il Diabetes Surgery Summit ha avanzato un concetto rivoluzionario: la legittimità del trattamento chirurgico in pazienti con diabete di tipo II. Le raccomandazioni nate dal Summit sono un'opportunità per migliorare l'accesso all'opzione chirurgica - ha concluso - prevenendo i danni derivanti dall'uso inappropriato di procedure non convenzionali''.

 

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