Allerta esperti Gran Bretagna: donne si sottopongono a interventi per ringiovanire genitali senza pensare a rischi

Ginecologia | Tania Vuoso | 24/11/2009 11:21

Sotto i ferri per avere genitali perfetti. Una pratica non priva di pericoli per la salute, a cui le donne però si sottopongono, sempre più numerose, senza le necessarie informazioni e la valutazione dei rischi. A mettere in guardia quante pensano di ricorrere al bisturi per rimodellare e migliorare la vagina, rendendola più 'giovane', sono i ricercatori dell'University College di Londra, in un articolo pubblicato sul 'British Journal of Obstetrics and Gynaecology'.

 

L'equipe intanto si interroga sul concetto di genitali esteticamente piacevoli e sull'opportunità di intervenire chirurgicamente. Gli interventi di labioplastica, la riduzione delle piccole labbra, sono in crescita e vengono eseguiti sia per motivi fisici che psicologici. In Gran Bretagna la maggior parte è effettuata privatamente, al costo di 3 mila sterline. E dunque non si conosce precisamente il numero di donne che si sottopone alla labioplastica, ma lo scorso anno le operazioni eseguite all'interno del sistema sanitario nazionale sono aumentate del 70% rispetto alle 1.118 dell'anno precedente.

I ricercatori britannici hanno passato in rassegna tutti gli studi finora condotti su questa procedura chirurgica, dal 1950 in poi,arrivando alla conclusione che poco è stato fatto per documentare qualsivoglia effetto collaterale a lungo termine. Non solo. La ginecologa Sarah Creighton e la psicologa Lih-Mei Liao si spingono oltre. Si interrogano sull'eticità di offrire alle donne il ricorso alla chirurgia per affrontare le loro insicurezze 'intime', suggerendo che sono proprio gli annunci promozionali di "genitali dall'aspetto pre-pruberale" a generare ansia nel gentil sesso. Secondo gli esperti, anziché curare eventuali disturbi, l'intervento può aggravarli, danneggiando i nervi e diminuendo la sensibilità e la soddisfazione sessuale. Problemi, poi, potrebbero verificarsi al momento del parto, come accade nel caso delle mutilazioni genitali femminili. Ma i chirurghi non ci stanno e bollano come "terrorismo" lo studio che - a detta loro - sopravvaluta i rischi di una procedura praticata ormai da molti anni.
 

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