Bagnasco: su RU486 ci sia obiezione coscienza per farmacisti

Ginecologia | | 24/11/2009 11:38

In merito alla distribuzione della pillola abortiva Ru486, il cardinale Angelo Bagnasco ha rivendicato il diritto all'obiezione di coscienza per operatori sanitari e farmacisti. Lo ha fatto aprendo i lavori dell'assemblea generale dei vescovi che si tiene ad Assisi.

"Per nessuno - ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale italiana, e arcivescovo di Genova, in merito al via libera dell'Aifa sulla Ru486 - la nostra radicale riserva vuol suonare come una mancanza di rispetto o di stima, e tuttavia non possiamo non dire che l'intera operazione volta a rendere fruibile la controversa pillola non ci ha convinto né come cittadini né come pastori. A questo punto ciascuno naturalmente si fa carico delle proprie responsabilità circa gli effetti concreti sulla salute delle persone che vi ricorreranno ed il rispetto delle condizioni minime che sono state a fatica riconosciute come indispensabili per la sua assunzione", ha aggiunto.

"Nello stesso tempo - ha continuato il cardinale - non si potrà non riconoscere, come già fa la legge 194, la possibilità dell'obiezione di coscienza agli operatori sanitari, compresi i farmacisti e i farmacisti ospedalieri, che non intendono collaborare direttamente o indirettamente ad un atto grave. In queste nostre osservazioni - ha poi rilevato Bagnasco - non c'è alcuna sottovalutazione del dramma in cui può trovarsi la donna, in particolare quando il pensiero di interrompere la gravidanza dovesse presentarsi per motivi legati alla condizione economica. Chiediamo anzi a ciascuno, uomo o donna, di accettare di farsi carico responsabilmente dei propri atti, specie quando questi coinvolgono esseri innocenti".
 

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