Appello a Brunetta per sospendere le norme punitive per i dipendenti pubblici

Sanità pubblica | | 24/11/2009 19:58

L'assessore veneto alla Sanità Sandro Sandri, vista la situazione creata dall'influenza, ha scritto al ministro Renato Brunetta per chiedere la sospensione o delle deroghe alle norme che prevedono decurtazioni di stipendio per i dipendenti pubblici nei primi giorni di malattia.

 ''Nel corso della pandemia influenzale che sta mettendo a letto un gran numero di persone, e alla luce di una situazione obiettivamente eccezionale - dice Sandri - sarebbe equo ed opportuno sospendere o prevedere delle deroghe alla normativa 'antifannulloni' che comporta delle decurtazioni di stipendio per i dipendenti pubblici nei primi giorni di malattia''. Nella missiva Sandri chiede a Brunetta ''di voler valutare la possibilità di prevedere delle deroghe, o la temporanea sospensione della normativa 'antifannulloni' secondo modalità e tempi che, qualora Ella fosse disponibile, potrebbero essere velocemente individuate, anche con l'eventuale supporto delle Regioni, se ciò fosse ritenuto utile''. Sandri scrive tra l'altro che ''l'andamento epidemiologico e sintomatologico indica in 7/10 giorni, senza complicazioni, il periodo di terapia a domicilio necessaria per superare la patologia. In questo quadro - prosegue - mi sono giunte numerose segnalazioni, che ritengo pertinenti, di dipendenti pubblici che, colpiti dal virus e costretti a letto da una sintomatologia obiettivamente rilevante, si trovano a dover subire anche le decurtazioni stipendiali previste dalla normativa. Peraltro sono le stesse raccomandazioni emanate dal Ministero del Welfare ad indicare l'assoluta necessità di tenere lontano dai luoghi di lavoro le persone che presentino i classici sintomi influenzali, per evitare che essere stesse divengano veicolo di contagio''. ''Se da un lato è sacrosanto combattere l'assenteismo - dice Sandri commentando la sua iniziativa - credo sia anche necessario applicare criteri di equità che non espongano i lavoratori pubblici a trattamenti discriminanti rispetto agli altri, cosa che rischia di accadere nel caso della pandemia influenzale''.

 

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