I laureati vivono più a lungo

Medicina Generale | Redazione DottNet | 11/09/2008 15:54

Un laureato di 35 anni vive 7,6 anni in più di un coetaneo con il solo diploma di scuola media. Lo afferma uno studio realizzato da Carlo Maccheroni, componente del Centro di ricerca sulle dinamiche sociali dell'Università Bocconi e docente di demografia all'Università di Torino. Secondo lo studio, basato sui dati Istat, la maggiore aspettativa di vita è leggermente diversa per le donne: secondo le statistiche, una laureata 35enne ha una prospettiva di sopravvivenza 6 anni e mezzo in più lunga di una coetanea con un basso titolo di studio.

 

''La differente mortalità sottintende differenze nella gestione della salute e nelle condizioni di vita - spiega Maccheroni - ma le disuguaglianze non sono riconducibili solo al diverso bagaglio di conoscenze acquisito durante il percorso scolastico, che di per sè implica un'ovvia differenza retributiva che influenza la vita e la salute, ma si manifestano anche nell'attitudine ad ampliare le proprie conoscenze in molti campi''. Chi ha un grado di istruzione più elevato, secondo la ricerca che ha quantificato queste differenze, ha quindi più facilità a reperire e gestire conoscenze ''che regolano positivamente i comportamenti riguardo a uno stile di vita salutare e a un più informato accesso alla medicina'', aggiunge lo studioso. Che parla anche di welfare: ''Un sistema che basa il calcolo della pensione su dati medi di aspettativa di vita uguali per tutti, come è la riforma Dini, rischia di creare sperequazioni nel trattamento: le statistiche ci dicono infatti che la vita media è aumentata, tanto per gli uomini che per le donne, ma ciò che questa ricerca evidenzia è che per gli strati sociali più bassi aumenta meno che per quelli più alti. Le politiche sociali varate dai governi negli ultimi decenni - conclude il docente universitario - non sono quindi ancora riuscite a incidere positivamente sulla situazione''.

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