In Italia troppi dentisti, mancano chirurghi e anestesisti

Odontoiatria | | 26/11/2009 15:39

Troppi dentisti, tanti cardiologi ma pochi chirurghi, oncologi e anestesisti: è questa la fotografia dell'Italia in 'camice bianco'. Un Paese che conta circa 236 mila medici specialisti, di cui circa il 10% fa il dentista. Considerando anche i laureati in Odontoiatria, sono oltre 56 mila i professionisti alle prese con carie e otturazioni.

A fornire il quadro della situazione, è il Centro elaborazioni dati (Ced) della Fnomceo (Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri), che ha suddiviso gli specialisti iscritti agli Ordini provinciali per regione e disciplina.Il dato che emerge dall'analisi è inequivocabile: a fronte di circa 21 mila specialisti in odontostomatologia, troviamo, ad esempio, "solo 10 mila anestesisti. Troppo pochi - spiega Vincenzo Carpino, Presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi) - Ne mancano almeno 2mila". Un deficit riscontrabile soprattutto nelle regioni del Sud: meno di 400 in Calabria, 48 in Molise, 219 in Sardegna, meno di 700 in Sicilia. "Questo - sottolinea Carpino - è un problema che si riflette soprattutto sui cittadini, con liste d'attesa sempre più lunghe per gli interventi chirurgici programmati". Per risolvere il problema, "bisognerebbe aumentare il numero delle borse di studio degli specializzandi in anestesia e rianimazione. Quest'anno dalla trattativa Stato-Regioni ne sono state assegnate 535 su 5 mila totali. Ne servirebbero il doppio per far fronte alle emergenze. Soprattutto considerando che molti professionisti vanno in pensione o, raggiunti i 35 anni di servizio, decidono di andare a lavorare nelle cliniche private". Pochi anche i professionisti della chirurgia più specialistica. In discipline come la neurochirurgia o la cardiochirurgia, si contano rispettivamente 770 e 550 specialisti in tutta Italia. In Molise e in Valle d'Aosta, addirittura, non c'è traccia di cardiochirurghi. Tanti invece i cardiologi, circa 14 mila. Tra le regioni con più 'dottori del cuore': la Campania (1.868), la Lombardia (1.736), il Lazio (1.674), la Sicilia (1.596). A scarseggiare sono anche gli specialisti in oncologia: 3.755 su tutto il territorio nazionale. "Un numero che potrebbe anche essere sufficiente", spiega il presidente dell'Aiom (Associazione italiana oncologia medica), Carmelo Iacono. "Il problema - aggiunge - è che nella maggioranza dei casi gli organici sono sottodimensionati. Dei circa 4 mila professionisti, a lavorare 'sul campo' non sono più di 2.500. Gli altri, o lavorano come borsisti, o si concentrano sulla ricerca. Molti sono poi 'vittime' dei tagli agli organici messi in atto soprattutto nelle Regioni con i conti della sanità in rosso". Anche in questo caso a pagare il dazio è naturalmente il cittadino. "Questo scenario - spiega il numero uno dell'Aiom - oltre a comportare un superlavoro per gli oncologi in servizio, mette a rischio la qualità e l'appropriatezza delle prestazioni". Le carenze maggiori nel Mezzogiorno. Solo 136 oncologi in Calabria, 352 in Campania, 20 in Molise, 50 in Sardegna e poco più di 200 in Sicilia. Nel Lazio (545) e Lombardia (472) va meglio. A differenza degli anestesisti però, per gli oncologi è più che altro un problema di riduzione degli organici. Secondo Iacono, infatti, il numero di specialisti che esce dalle università "potrebbe coprire il fabbisogno". Più ottimista, su questo fronte, è il segretario nazionale della Fnomceo, Gabriele Peperoni. "Attualmente - spiega - non vedo grossi riflessi negativi. In un reparto di oncologia oggi si lavora in equipe, assieme a radiologi, ematologi, internisti. Insomma, non servono 10 oncologi". Anche Peperoni, però, sottolinea come alcune discipline siano più in difficoltà di altre: "soprattutto anestesia, radiologia, ortopedia e le chirurgie più specialistiche". Per il segretario nazionale della Fnomceo, aumentare in queste discipline il numero delle borse di studio non risolverebbe del tutto il problema. "Bisognerebbe - spiega Peperoni - riformare strutturalmente l'università. Un esempio? Fare formazione appoggiandosi agli ospedali e al territorio. Lo specializzando ha infatti bisogno di lavorare sul campo". Dall'analisi del Ced della Fnomceo emergono altre due discipline 'sottodimensionate': la radioterapia e l'ortopedia. Gli specialisti in radioterapia sparsi su tutto il territorio nazionale sono 280. Di questi, due solo sono iscritti in Sardegna e nessuno in Molise e Valle D'Aosta. Gli ortopedici che 'coprono' l'intero Paese sono invece 7.219, di cui 1.069 in una sola regione: la Lombardia. "Pochi - sottolinea Peperoni - soprattutto in proiezione futura. Visto che - conclude - questa è una disciplina, così come l'urologia, con meno appeal tra le donne medico", destinate a diventare la maggioranza fra i camici bianchi.

 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato