Patto-salute, slitta l’intesa governo-regioni

Silvio Campione | 27/11/2009 10:49

Intesa vicina ma non ancora raggiunta tra Regioni e Governo sul patto per la salute. Il testo che definisce la programmazione sanitaria per i prossimi tre anni molto probabilmente non entrerà da subito negli emendamenti alla Finanziaria. "Troverete un emendamento del governo sul Patto della salute" aveva annunciato Giulio Tremonti.

Il ministro dell'Economia prevedeva che tutti i punti fossero definiti in conferenza Stato-Regioni. Così non è stato. "Ci sono ancora aspetti da chiarire" ha sintetizzato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Anche se "l'intesa è vicina" ha detto il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, le parti per ora non l'hanno firmata e si sono date tempo, con l'obiettivo di chiudere giovedì prossimo. Improbabile, quindi, che domani questa materia trovi spazio in un emendamento alla manovra. Sulle linee guida del Patto, Regioni e Governo avevano già raggiunto un accordo il 23 ottobre. Sul piatto 106,2 miliardi per il 2010, 106,9 per il 2011 e l'impegno a un ulteriore aumento di 3,4 miliardi nel 2012. Totale: 8 miliardi in più nel triennio rispetto a quanto inizialmente proposto dal governo. Inoltre, premi per le regioni virtuose e regole di commissariamento per quelle in deficit. Dopo di che è iniziata la stesura del patto vero e proprio. Da limare ce n'e ancora. E non sono solo dettagli. "Abbiamo chiesto la proroga di un anno per legge dello sconto sulla farmaceutica da 800 milioni. E' un emendamento irrinunciabile, il chiodo a cui sta appeso tutto il patto" ha chiarito l'assessore lombardo al Bilancio, Romano Colozzi, ch in Conferenza Regioni coordina il settore finanze. L'accordo preliminare del 23 ottobre, infatti, prevede che si rifinanzi la farmaceutica attraverso la ricontrattazione dei prezzi, chiamando in causa l'Agenzia italiana del farmaco. Ma questo meccanismo - dicono le Regioni - non garantirebbe entrate per 800 milioni. A chi toccherebbe poi ripianare i conti? Altro nodo, i commissariamenti nella sanità. Al momento il ruolo di commissario è affidato al presidente della giunta regionale, con la presenza di un subcommissario "generalista" Figura che rischierebbe di mettere sotto scacco tutta l'attività dell'amministrazione, sostengono le Regioni, che vogliono si emendi il testo, parlando chiaramente di subcommissario ad acta, autorizzato ad agire solo nell'ambito della sanità, senza travalicare questo confine. Su spinta di Fitto, si è tentato d accelerare su questi punti anche attraverso una riunione ristretta tra il viceministro all'Economia Vegas, quello al Welfare Fazio e lo stesso Errani. L'obiettivo non è stato centrato. "Ma l'intesa è vicina - ha assicurato Fitto - e i tempi sono compatibili con quelli della finanziaria".

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