Dal Sole24ore: I dubbi frenano l'invio degli indirizzi mail

| 29/11/2009 16:55

federfarma medicina pec

Non solo l'inerzia dei professionisti. Anche parecchi dubbi pratici in questi mesi stanno frenando la diffusione della posta elettronica certificata. La Pec esiste già dal 2005, ma anche tra gli addetti ai lavori alcuni aspetti non sono ancora completamente chiari. Come risulta da questa panoramica sul rapporto tra ordini e Pec.
 

A partire dallo spam. La diffusione degli indirizzi su elenchi pubblici sta ingenerando in molti la convinzione che l'apertura di una casella Pec porti il pericolo di ricevere corrispondenza non richiesta.
Stesso problema per quanto riguarda la privacy: non tutti sono tranquilli sull'utilizzo che gestore e pubblica amministrazione faranno delle liste di caselle. C'è poi il nodo della sovrapposizione tra e-mail certificate della pubblica amministrazione e degli ordini di riferimento per gli iscritti che, pur facendo capo a un albo, sono anche integrati nelle strutture della Pa. Il caso più esemplare riguarda gli assistenti sociali, per l'80% dipendenti pubblici.
Allo stesso modo, molte perplessità riguardano il numero di operazioni che è opportuno fare con posta certificata. Meglio limitarsi alle comunicazioni ufficiali e ai documenti con un valore legale? Oppure usare la Pec come una normale casella di e-mail e farci passare tutta la propria corrispondenza elettronica?
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FARMACISTI Quasi pronti i farmacisti italiani in vista della scadenza del 29 novembre sulla Pec: tutti i 17.500 titolari di farmacia privata hanno attivato e comunicato alla federazione nazionale degli ordini dei farmacisti il proprio indirizzo di posta certificato.
E la stessa federazione ha già creato una casella Pec per ogni registro protocollo, facendosi promotrice di tale obbligo anche presso gli ordini provinciali.
Situazione più complicata, invece, per gli iscritti che non hanno un esercizio proprio e lavorano in ospedale o collaborano presso altre farmacie.
La federazione ha intenzione di porre un quesito al ministero della Pubblica amministrazione per capire se anche quei professionisti dovranno adempiere all'obbligo della Pec in quanto dipendenti e non liberi professionisti.
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