Rischi suicido da antidepressivo, in Usa ok ad azione legale contro GSK

Redazione DottNet | 11/09/2008 17:09

Un giudice federale della Pennsylvania ha autorizzato una famiglia americana ha procedere contro l'azienda farmaceutica GlaxoSmithKline per il suicidio, nel 2002, del figlio sedicenne, Jake Garrison, in terapia con un antidepressivo prodotto dall'azienda (paroxetina, in Usa Paxil* e in Europa Seroxat*).

 

Secondo i genitori del ragazzo, all'origine del suicidio c'è proprio il farmaco, sospettato da tempo di essere causa di gesti fatali. La famiglia accusa l'azienda di essere sempre stata al corrente dei pericoli legati all'antidepressivo.
Già nel 2003, dopo i primi dubbi circolati sul farmaco, la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale americana dei farmaci, aveva pubblicato una nota in cui si raccomandava che il Paxil* non fosse utilizzato nel trattamento di bambini e adolescenti, sottolineando che non si avevano prove che il farmaco fosse efficace in quella fascia d'età. Nel 2006 l'allerta da parte dell'azienda e della FDA, che avvertivano i medici sulla maggiore frequenza di suicidi nei giovani tra i 18 e i 30 anni trattati con il farmaco. Ora l'azione legale autorizzata in Pennsylvania si gioca tutta sul presupposto che l'azienda conoscesse già, nel 2002, i gravi effetti secondari del farmaco.


 

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