A Padova visite dermatologiche gratuite

Redazione DottNet | 03/12/2009 15:27

L'Adipso (Associazione per la difesa degli psoriasici) prosegue infatti in Veneto la sua attività di informazione e assistenza al paziente attraverso il progetto 'Studenti'.

Gli studenti universitari hanno avuto l'opportunità di recarsi nella Clinica dermatologica dell'Azienda ospedaliero universitaria per sottoporsi a una visita dermatologica completa e gratuita. Con questa iniziativa, che proseguirà poi nelle città di Bari, Catania e Milano, l'Adispo intende consentire ai giovani che frequentano l'università di individuare l'eventuale presenza di psoriasi o di altre patologie della pelle e ricevere così una diagnosi corretta e tempestiva. "Con questa iniziativa - afferma in una nota Mara Maccarone, Presidente Adipso - vogliamo rivolgerci direttamente agli studenti universitari, che rappresentano una fascia d'età nella quale è molto frequente sottovalutare i segnali della psoriasi e rinviare, anche per molto tempo, l'inizio della terapia. E' giusto dare a questi ragazzi l'opportunità di fare delle visite dermatologiche complete per far capire loro quanto sia importante individuare tempestivamente un'eventuale patologia della pelle e poter avviare un percorso terapeutico corretto". La psoriasi è una malattia della pelle mediata dal sistema immunitario che colpisce circa 3 milioni di italiani e più di 100.000 persone nel Veneto, alla base della quale vi è un'alterazione genetica e che si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre, ricoperte da squame. La malattia si sviluppa quando il sistema immunitario causa una crescita delle cellule dell'epidermide più rapida, provocando la desquamazione. Tra le cause scatenanti, l'intervento di fattori ambientali e psico-emotivi. La psoriasi si associa inoltre nel 10-20% dei casi ad un'artrite e rappresenta un fattore indipendente di rischio per altre patologie, in modo particolare per le malattie cardiovascolari, ma anche per l'obesità, l'ipertensione, la dislipidemia e il diabete, fattori che aumentano ulteriormente il rischio di insorgenza delle malattie cardiovascolari.

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