Cuore malato già in antico Egitto, studio su 20 mummie

Cardiologia | Tania Vuoso | 03/12/2009 17:08

Altro che conseguenze della vita moderna. Aterosclerosi e malattie cardiovascolari non sono 'acciacchi' solo dei tempi moderni: ne soffrivano già gli abitanti dell'antico Egitto, circa 3.500 anni fa. Lo rivela uno studio condotto su 20 mummie del Museo delle Antichità del Cairo (Egitto), presentato da un team del Mid America Heart Insitute di Kansas City, diretto da Randall Thompson, al meeting dell'American Heart.

Association a Orlando (Usa). Lo scanner dei resti delle mummie, datate dal 1981 a.C. al 364 d.C. ha permesso agli scienziati di scoprire che in 13 corpi erano presenti tracce di vasi sanguigni e cuore. Ma soprattutto che in sei mummie c'erano placche aterosclerotiche all'interno dei vasi sanguigni: accumuli di colesterolo e calcio associati, come rileva il quotidiano britannico 'Daily Telegraph', alla dieta moderna ricca di grassi e alla vita sedentaria. Nonché bombe a orologeria per il cuore. Il problema, insomma, colpiva già millenni fa gli antichi egizi e sembra che le ostruzioni dei vasi fossero più 'significative' per le mummie che, secondo le valutazioni degli specialisti, avevano dai 45 anni in su al momento della morte. Insomma, non solo il problema che ancora oggi insidia la salute del cuore esisteva già nell'antico Egitto, ma era anche tutt'altro che insolito fra chi non era più giovanissimo.

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