Falso infarto 'in rosa', ansia e depressione sotto accusa

| 03/12/2009 17:48

depressione

Una forte emozione o un grosso sforzo, e all'improvviso il cuore sembra stritolarsi in una morsa senza fine. Come un cencio strizzato, simile nella forma al cestello-trappola per polipi che in Giappone viene chiamato Tako-Tsubo.

Ed è stato ribattezzato proprio così, 'sindrome di Tako-Tsubo', il falso infarto che a volte colpisce le donne dopo un grande stress: psicologico in più del 40% dei casi. Nove volte su 10 a sperimentarlo sono over 50 in post-menopausa. Ma il fenomeno è in crescita anche tra le giovani e gli ora esperti puntano il dito contro ansia e depressione 'sommerse', che potrebbero predisporre all'attacco. Anche di questa sindrome 'in rosa' si è parlato all'edizione 2009 di 'CardioLucca' meeting giunto alla quinta edizione in programma nella città toscana. Una tre giorni densa di appuntamenti scientifici (60 interventi tenuti da specialisti cardiologi), ma anche artistici come la mostra 'Gocce di Futurismo', allestita dall'Associazione 'Poseidone. Arte e Tradizione' per celebrare il centesimo anniversario del movimento culturale di inizio '900. Un registro compilato in Toscana dall'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) conta in un mese 10 casi di ricovero d'urgenza nelle cardiologie della regione per la sindrome del falso infarto al femminile. In genere si tratta di 58-75enni, ma sono sempre più numerose - assicurano gli esperti - le giovani che arrivano in pronto soccorso col 'cuore rotto', su un'ambulanza a sirene spiegate. Una lotta contro il tempo con la paura di morire dipinta sul volto, perché in apparenza i sintomi sono quelli dell'infarto: fiato corto, dolore al petto, pallore, viso imperlato di sudore, cuore che sembra strizzarsi o annodarsi su se stesso. Di corsa gli esami di accertamento, poi la sorpresa: arterie perfettamente aperte e 'pulite'. Ansiolitici e farmaci per aiutare il cuore compromesso, e in pochi giorni tutto torna normale. Ma la causa? "Nei pazienti con Tako-Tsubo esistono probabilmente aspetti ansioso-depressivi sfumati che non arrivano a valutazione clinica - ipotizza Francesco Bovenzi, Direttore del Dipartimento cardio-respiratorio dell'ospedale 'Campo di Marte' di Lucca - e che potrebbero rappresentare un fattore predisponente allo sviluppo di questa patologia".